Care delegati, cari delegati, ospiti e autorità presenti

Introduzione

Nel ringraziarvi per la vostra presenza al V° congresso nazionale della UIL PA Polizia Penitenziaria, vi porgo il mio saluto.

Arriviamo all’appuntamento odierno dopo tutti i congressi celebrati sul territorio con la partecipazione di numerosi iscritti e delegati; dopo un confronto e un proficuo dibattito su quelle che sono le criticità e le prospettive del sistema penitenziario in questo Paese.

Un momento di partecipata democrazia con tutti i nostri rappresentanti che ogni giorno ci mettono la faccia all’interno degli istituti penitenziari e profondono il loro impegno, sacrificando anche il proprio tempo libero, affinché i nostri iscritti e i colleghi tutti possano contare su un organizzazione sindacale competente, con valori etici e morali, efficace ed efficiente, con persone serie, oneste, coerenti e affidabili.

A tutti loro, soprattutto perché non sono qui presenti con noi oggi, va il nostro personale ringraziamento e quello di tutta la UIL. Tutti loro devono sempre avere ben presente che se noi possiamo andare sui tavoli di contrattazione con cognizione di causa questo, oltre alla personale esperienza di ognuno, è solo grazie a loro che costituiscono quell’ideale anello di congiunzione tra noi e il carcere, tra noi e il servizio operativo.

Dal canto nostro noi non dobbiamo, invece, mai perdere di vista che l’emblema della Polizia Penitenziaria e del carcere è costituito dall’agente di sezione e da quello che è sul furgone delle traduzioni. Senza quei servizi la Polizia Penitenziaria non avrebbe ragione di esistere e questo senza nulla togliere a tutti gli altri importanti compiti che il Corpo assicura quotidianamente. Continua qui...

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