Roma, 24 Giu. – “240 detenuti stipati in celle che ne potrebbero contenere al massimo 157, mentre i padiglioni ristrutturati, per 263 posti, rimangono inutilizzati, forse, anche perché già progettati fuori dai canoni. Questa la situazione che si è presentata sotto gli occhi della delegazione della UILPA Polizia Penitenziaria, composta anche dal Segretario della Toscana, Eleuterio Grieco, e da quello di Livorno, Mauro Barile, con cui ho condotto stamani un sopralluogo presso la Casa Circondariale di Livorno”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
“I padiglioni ristrutturati già da due anni con un impegno di spesa iniziale di circa oltre 10milioni di euro, restano allo stato inutilizzati per alcune lacune che ne inficiano la sicurezza. Ma non solo, manca la cucina detenuti, non essendo sufficiente quella attualmente in uso e permanendo l’inagibilità dell’altra, ma paradossalmente temiamo che vi potrebbero essere persino degli errori di progettazione ancora più gravi. Non sapremo come diversamente definire, difatti, le celle con alcuni anfratti invisibili dall’esterno, specie a fronte dell’emergenza suicidaria in essere (35 i detenuti che si sono tolti la vita nelle carceri dall’inizio dell’anno) e, se possibile ancor di più, quelle che non paiono disporre della superfice necessaria per legge e, nelle quali, se si posiziona il letto non è possibile aprire la porta del bagno. Per non parlare di un corridoio interamente puntellato, nella parte non ristrutturata, con un’impalcatura fatta di tubi metallici lungo i lati e attualmente chiuso al transito, ma dichiarato agibile e che potrebbe essere attivato in condizioni che ai nostri occhi, per la nostra esperienza, desta forti preoccupazioni in fatto di sicurezza penitenziaria. Come se non bastasse, in tutto il carcere non esiste una sala da destinare ad attività trattamentali”, spiega il Segretario della UILPA PP
“Tutti fattori che si riversano pesantemente pure sugli operatori di Polizia penitenziaria, per i quali in alcuni casi non si è pensato neppure alle postazioni. Così come non vi è una caserma sufficiente, con gli agenti costretti a usufruire di spogliatoi che non solo non garantiscono presupposti minimi di salubrità e sicurezza, ma neppure di mero decoro. Quasi una fortuna, verrebbe da dire, che a fronte di un fabbisogno di almeno 307 unità, ve ne siano assegnate solo 240, comprese quelle impiegate nella sezione distaccata sull’isola di Gorgona. Invitiamo pertanto il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a una ricognizione immediata dello stato della struttura e del personale, affinché siano ripristinate condizioni minime di vivibilità per i reclusi e di dignità lavorativa per gli operatori anche al fine di consentire il rifacimento, ci auguriamo con migliori perizia e risultati, dei restanti ambienti ancora fatiscenti”, conclude De Fazio.



