Roma, 26 Giu. – “Dovrebbe essere un’isola carcere, in verità dal sopralluogo che ho effettuato ieri pomeriggio con una delegazione della UILPA Polizia Penitenziaria composta anche dal Segretario Regionale della Toscana e da quello Territoriale di Livorno, rispettivamente, Eleuterio Grieco e Mauro Barile, ho ricavato la convinzione di un carcere isolato rispetto alle potenzialità del territorio, com’è noto facente parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Nel penitenziario, che amministrativamente è sezione distaccata della Casa Circondariale di Livorno, sono presenti 90 detenuti, ma l’unica vera attività degna di nota è quella della produzione vinicola per una rinomata Cantina toscana. Troppo poco per giustificare costi ingenti e, soprattutto, ingeneroso e persino dequalificante per le enormi possibilità dell’isola”.
Lo afferma Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
“La misura della trascuratezza, se non esattamente del disimpegno, del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e della politica è data poi da molti altri particolari. A partire dagli organici della Polizia penitenziaria: 23 agenti (peraltro sottratti all’istituto di Livorno) di cui solo 16 impiegabili nei turni operativi a fronte di 90 reclusi e grandi spazi da controllare. Meno di quanti ne risultano assegnati al fantomatico carcere vuoto in Albania, giusto per fare un paragone. Ma pure i collegamenti sono precari, con l’unica corsa giornaliera che è effettuata dalla motovedetta della Polizia penitenziaria salvo che non vi siano legittime assenze non programmate. Anche la nostra delegazione, la cui partenza era prevista per le 8.00, è potuta salpare solo alle 13.30 e grazie alla disponibilità del Direttore e dell’equipaggio. Per non parlare delle postazioni, si fa per dire, destinate alla Polizia penitenziaria del servizio navale nel porto di Livorno e ricavate in container con spazi più piccoli dei box che si vedono nei canili (ancora una volta, è molto meglio la situazione nel carcere fantasma a Gjadër)”, spiega il Segretario della UILPA PP.
“Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Ministero della Giustizia, il Governo e, per la parte di competenza, la Regione Toscana valutino attentamente se sia il caso, come noi riteniamo, di avviare una progettualità pragmatica che possa valorizzare la finalità rieducativa della pena attraverso una serie di attività concrete e utili a sfruttare appieno le capacità del territorio e, al contempo, a garantire una produttività sufficiente a compensare le ingentissime spese che comporta un carcere insulare. Altrimenti il gioco non vale la candela, specie se in ‘gioco’ sono le risorse pubbliche, i sacrifici della Polizia penitenziaria e il destino dei detenuti”, conclude De Fazio.



