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Roma, 10 Sett. – “145 detenuti presenti stipati in 101 posti disponibili e soli 141 operatori di Polizia penitenziaria in servizio a dispetto di un fabbisogno quantificato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria in almeno 229 unità. Questo il quadro desolante che si è presentato all’esame della delegazione della UILPA Polizia Penitenziaria, composta anche dal Segretario Regionale, Leonardo Rago, e dal dirigente Territoriale, Fabrizio Di Matteo, con cui stamani ho personalmente condotto un sopralluogo presso la Casa Circondariale di Ascoli Piceno. L’eloquenza dei numeri non necessita di particolari illustrazioni per descrivere la gravità della situazione operativa e gestionale. Il 144% di sovraffollamento detentivo e il 38% di operatori di Polizia penitenziaria mancanti certificano la grave emergenza in essere, che incide pesantemente sui livelli di sicurezza così come sulle condizioni di detenzione e della qualità dei servizi offerti all’utenza, oltre a ripercuotersi oltrepassando ogni accettabile limite sul carico di lavoro del personale, sui quali grava, peraltro, pure la contrazione di diritti insopprimibili, quali le ferie annuali e riposi settimanali”.

 

            Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

          “Come se non bastasse, anche sul penitenziario di Marino del Tronto si ripercuotono le difficoltà aggiuntive che derivano dalla cospicua presenza di detenuti affetti da patologie mentali, anche fuori dalla sezione a essi destinata (ATSM), e che ammontano a circa 60 unità, i quali necessiterebbero di essere adeguatamente curati e che invece subiscono anche loro le disfunzionalità del sistema e non di rado finiscono in vortici che li vedono protagonisti di disordini e violente aggressioni alla Polizia penitenziaria. Per di più, il numero è in costante crescita anche per via dei numerosi trasferimenti ad Ascoli da fuori regione dei soggetti più problematici. Al netto dell’encomiabile impegno della direttrice, Daniela Valentini, anche la struttura lascia molto a desiderare con situazioni di degrado sia nelle celle sia per negli ambienti e sui luoghi di lavoro degli operatori, che già a prima vista si mostrano insicuri e insalubri. Situazione analoghe abbiamo riscontrato negli alloggi, interessati anche da evidentissime infiltrazioni di acqua piovana, spiega il sindacalista.

         “Del resto a livello nazionale, con 63.239 ristretti in 46.572 posti, il sovraffollamento medio si attesta intorno al +136%, mentre la penuria di agenti supera le 20mila unità mancanti nelle carceri, attese pure le illegittime assegnazioni sovrannumerarie negli uffici ministeriali e nelle sedi extrapenitenziarie”. In tale contesto, le carceri non rispondono minimante al mandato a esse assegnato dall’ordinamento e, anzi, con le risse, le violenze, gli stupri, i traffici illeciti e i suicidi, 60 fra i detenuti e 3 tra gli operatori dall’inizio dell’anno, si pongono in serio dubbio persino i presupposti giuridici per il loro mantenimento. Servono immediati provvedimenti per deflazionare la densità detentiva, potenziare gli organici della Polizia penitenziaria, ristrutturare gli edifici, implementare le tecnologie e gli equipaggiamenti, garantire l’assistenza sanitaria e psichiatrica e avviare riforme di sistema”, conclude De Fazio.

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