Roma, 08 Ott. – “Con 251 detenuti presenti a fronte di 205 posti disponibili, il sovraffollamento che si registra presso il carcere di astigiano (126%), pur importante, è sotto la media nazionale (136%), ma il dato non deve trarre in inganno. Si tratta infatti di una Casa di Reclusione, interamente destinata ad appartenenti al circuito ad alta sicurezza che impone prescrizioni e attenzioni particolari e costanti e richiede ancora maggiore impegno per gli operatori di Polizia penitenziaria i quali, per converso, con 161 agenti in servizio, di cui circa 130 operativi, su un fabbisogno organico di almeno 271, sono mancanti di oltre 110 unità (-40%). Come se non bastasse, la Polizia penitenziaria deve anche supplire alla gravissima mancanza di impiegati delle funzioni centrali. Una situazione questa, soprattutto con riferimento alla carenza organica, che mette a dura prova il personale, sottoposto a carichi di lavoro estenuanti e a turnazioni di servizio che si protraggano ben al di là degli orari ordinariamente previsti, e la tenuta dell’intero sistema”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, in sopralluogo alla visita condotto stamani presso la Casa di Reclusione di Asti con una delegazione composta anche del Segretario Regionale, Marco Missimei, e da altri dirigenti.
“Nel descritto contesto di forte criticità risulta particolarmente difficoltoso pure attuare efficacemente le disposizioni dipartimentali che afferiscono proprio al circuito Alta Sicurezza, laddove si continua a registrare uno scollamento tra le pur condivisibili politiche gestionali e le modalità concrete per attuarle, che non possono prescindere dalle risorse umane effettivamente disponibili così come non possono non tener conto del sovrappopolamento detentivo e delle condizioni strutturali. Del resto a livello nazionale si contano ben 63.214 reclusi stipati in soli 46.598 posti, mentre gli agenti effettivamente impiegati nelle carceri soffrono della mancanza di almeno 20mila unità anche a causa di paradossali assegnazioni sovrannumerarie in uffici ministeriali e sedi extrapenitenziarie”, aggiunge il Segretario della UILPA PP.
“Per puntare alla sicurezza penitenziaria e alla dignità della detenzione nel solco dell’art. 27 della Carta Costituzionale, ma banalmente anche al rispetto dei più basilari diritti degli operatori, non si può prescindere da misure concretamente deflattive del sovraffollamento detentivo e per potenziare compiutamente gli organici della Polizia penitenziaria. Ma vanno anche ristrutturati ed efficientati gli edifici, implementati e ammodernati gli equipaggiamenti e le apparecchiature, va garantita l’assistenza sanitaria, specie di natura psichiatrica, e, parallelamente, è altresì indispensabile avviare riforme strutturali”, conclude De Fazio.



