Comunicato stampa del 16 ottobre 2025 - Carceri: Lecce, situazione drammatica per agenti e detenuti
Roma, 16 Ott. – “Nella casa circondariale di Lecce in soli 798 posti sono stipati ben 1.390 detenuti con l’indice di sovraffollamento che si attesta al 175%, di contro gli agenti di Polizia penitenziaria assegnati sono appena 560, quando la quantificazione fatta dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sulla base dei posti detentivi regolamentari (798) il fabbisogno è di almeno 742 operatori (-24%), peraltro di gran lunga sottostimato. In altri termini, ci sono tre quarti di detenuti in più e un quarto di agenti un meno. Una situazione esplosiva sia sotto il profilo operativo sia in relazione alla dignità della detenzione, peraltro ulteriormente aggravata dalla massiccia presenza di ristretti affetti da patologie mentali che non vengono adeguatamente curati. Anche sotto il profilo strutturale si rilevano molte criticità, caratterizzate specialmente da importanti infiltrazioni di acqua piovana”
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, immediatamente dopo la visita condotta in mattinata presso il carcere salentino con una delegazione composta anche dai Segretari Territoriali, Diego Leone e Marilene Albanese, e da altri dirigenti.
“Gli operatori sono ormai allo stremo, letteralmente vessati da carichi di lavoro inenarrabili e turnazioni di servizio che si protraggono ben al di là degli orari regolari e con la compressione di elementari diritti di rango costituzionale. In una terra dove, particolarmente, lo Stato dice di voler combattere il caporalato, quello stesso Stato lo esercita pesantemente nei confronti dei suoi servitori con l’uniforme blu della Polizia penitenziaria”, aggiunge il Segretario della UILPA PP.
“Le immani difficoltà leccesi, per di più, che si inseriscono nel drammatico contesto nazionale fatto di 63.294 reclusi ammassati in 46.400 posti e di oltre 20.000 unità di Polizia penitenziaria mancanti nelle carceri, attesi anche gli esuberi negli uffici ministeriali e nelle sedi extrapenitenziarie. Specie in Puglia, regione più sovraffollata d’Italia (4.530 detenuti in 2.580 posti) anche per sperequazioni distributive, servono immediate misure deflattive del sovraffollamento detentivo, per potenziare gli organici della Polizia penitenziaria, assicurare l’assistenza sanitaria, ristrutturare gli edifici, implementare gli equipaggiamenti e avviare riforme complessive. È singolare, peraltro, che si stiano prevedendo nuove strutture detentive in territori dove le presenze sono addirittura sotto la media nazionale, così come sembrano beffarde, in tale quadro, le disposizioni del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine de Michele, che invitano la periferia a garantire ai ristretti ‘una sistemazione alloggiativa appropriata’ (sic!)”. In cinque parole, il sistema detentivo va rifondato”, conclude De Fazio.



