Roma, 24 Nov. – “Un funzionario giuridico-pedagogico si è tolto la vita nel primo pomeriggio impiccandosi nel bagno del suo ufficio presso la Casa Circondariale di Cremona. Dall’inizio dell’anno sono 4 gli operatori che si sono suicidati, 2 appartenenti alla Polizia penitenziaria e 2 impiegati delle funzioni centrali, e ben 71 i detenuti (più un internato in una REMS). Numeri spaventosi, che restituiscono lo spaccato di carceri in profondissima e perdurante emergenza e che, anche a dispetto del motto della Polizia penitenziaria ‘despondere spem munus nostrum’, alla stregua dell’inferno dantesco, tolgono ogni speranza a chi vi è ristretto e a chi vi lavora”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
“Oltre 63.500 detenuti stipati in circa 46.500 posti, voragini negli organici del personale, carenze strutturali, infrastrutturali, logistiche e strumentali, mancanze sanitarie e disorganizzazione imperante fanno delle prigioni non luoghi di recupero e rieducazione, come vorrebbe la Carta costituzionale, ma centri di mera espiazione con l’annientamento della dignità umana non di rado anche per chi vi presta la propria opera al servizio dello Stato che, per mano del Ministero della Giustizia, si mostra sempre più patrigno e ‘caporale’”, aggiunge il Segretario della UILPA PP.
“Servono immediati e concreti provvedimenti per deflazionare la densità detentiva, potenziare gli organici della Polizia penitenziaria e delle altre figure professionali, ammodernare le strutture, garantire l’assistenza sanitaria e avviare riforme complessive. Banalmente, va umanizzata la pena detentiva e vanno umanizzate le condizioni di lavoro degli operatori”, conclude De Fazio.



