Comunicato stampa del 12 dicembre 2025 - Carceri: Nel carcere senza speranza, rinviati i giochi della speranza
Roma, 12 Dic. – “Il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha fatto sapere che per il decesso di una detenuta, avvenuto nel corso della notte per cause da accertare, presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia femminile sono stati rinviati persino i ‘giochi della speranza’. Dimostrazione plastica, nelle giornate del Giubileo della speranza, di un sistema carcere che svuota e annulla ogni speranza. Non la spes contra spem di San Paolo, ma l’inferno dantesco”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
“Speranza ormai ‘lasciata’ dai ristretti, ma che vacilla anche fra gli operatori, in primis quelli del Corpo di polizia penitenziaria che, al pari e persino peggio dei primi, patiscono le pene dell’inferno per la sola colpa di essere al servizio dello Stato, con la beffa aggiuntiva di dover rispondere al motto ‘despondere spem munus nostrum’. Oltre ai morti, dall’inizio dell’anno 74 i suicidi fra i reclusi, 4 fra gli operatori, 68 i detenuti morti per cause diverse, molte dei quali da accertare, non si contano più le aggressioni alla Polizia penitenziaria che, nel 2025 sfioreranno, se non supereranno, le 4mila. Ieri a Pavia un agente è stato pestato fino alla perdita dei sensi ed è tuttora ricoverato in ospedale solo perché, secondo il detenuto aggressore, il familiare con cui aveva tenuto il colloquio era stato controllato accuratamente”, aggiunge De Fazio.
“E’ di ogni evidenza che l’apparato non regge più. Sono 63.677 i detenuti stipati in 46.210 posti disponibili, al di là dei fantomatici progetti(ni) del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, mentre la Polizia penitenziaria manca nelle carceri di 20mila agenti. Un circolo di cattività disumana che, inevitabilmente, ingenera pure problemi di convivenza fra i ristretti, come dimostrano le continue violenze, le risse gli stupri, ma anche fra questi ultimi e gli operatori. Un sistema criminogeno che, lungi dal perseguire gli obiettivi costituzionali di reinserimento dei condannati, mette gli uni contro gli altri, incattivisce e restituisce alla società soggetti ancora più disillusi e problematici”, spiega il Segretario della UILPA PP.
“Al di là dei proclami e senza volgere troppo lo sguardo, in maniera più che sospetta, a detenuti ‘eccellenti’, serve subito deflazionare la densità detentiva, potenziare concretamente gli organici della Polizia penitenziaria, ammodernare le strutture, garantire l’assistenza sanitaria e psicologica, ma anche avviare riforme strutturali dell’esecuzione penale, specie inframuraria”, conclude De Fazio.



