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Comunicato stampa - ROMA, 11/08/2021“Lo schema di decreto legislativo sulla presunzione d’innocenza licenziato dal Governo e all’esame delle Commissioni parlamentari, prevedendo che sia il giudice a disporre con ordinanza l’impiego delle cautele per prevenire il pericolo di fuga o di violenza dell’imputato in udienza, rischia di ripercuotersi pesantemente sulla Polizia penitenziaria, che dovrà gestire ogni situazione sotto la sua responsabilità finale con organici fortemente sottodimensionati e senza l’ausilio di adeguati equipaggiamenti”.

            Questo l’allarme lanciato da Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, in merito allo schema di decreto legislativo sulla “presunzione d’innocenza” approvato in via preliminare dal Governo e ora in attesa dei pareri parlamentari.

            De Fazio spiega: “fermo restando il principio generale di assoluta civiltà secondo il quale l’imputato assiste all’udienza libero nella persona, oggi eventuali cautele da adottarsi in determinate circostanze, soprattutto nelle fasi precedenti, successive o di sospensione dell’udienza stessa, nel caso di imputati detenuti, sono rimesse alla prudente valutazione della Polizia penitenziaria che ne assicura la traduzione e la scorta e che risponde direttamente di eventuali fughe o possibili violenze da essi perpetrate; la modifica che si intende introdurre nel codice di procedura penale con il decreto in esame, invece, rimette la decisione sulle eventuali cautele da adottarsi a un’ordinanza del giudice, sentite le parti, con tutto ciò che ne consegue sia sulla rapidità della determinazione sia in relazione alle impugnative esperibili”.

            “Tutto ciò – continua il Segretario della UILPA PP – non può che andare ad aumentare il carico di lavoro e i rischi di una Polizia penitenziaria che continua, nonostante i proclami, a essere bistrattata dal Governo e dalla politica e per la quale non si assumono provvedimenti in grado di metterla nelle condizioni di operare in sicurezza e ragionevole tranquillità, al servizio dei cittadini, per ciò che il Paese richiede”.

 

            “Sia chiaro – precisa il sindacalista –, quello della presunzione d’innocenza è un principio irrinunciabile, così come irriducibile dev’essere il rispetto della dignità umana in ogni frangente, ma è altresì di tutta evidenza che se si sceglie, legittimamente, di aumentare le garanzie per gli imputati, a meno di voler dichiaratamente rinunciare alla sicurezza, occorre assumere paralleli provvedimenti di significativo rafforzamento degli organici del Corpo di polizia penitenziaria, il quale dev’essere altresì dotato di equipaggiamenti idonei e tecnologicamente avanzati. Crediamo sia percepibile da tutti, d’altronde, la differenza nel dover scortare uno o più imputati ammanettati o in sosta presso le camere di sicurezza dei tribunali, rispetto al doverlo fare nei confronti degli stessi imputati, ma sempre e comunque liberi nella persona”.

            “Ci appelliamo pertanto al Governo, al Parlamento e, in particolare, alle Commissioni che dovranno esprimere il parere, dalle quali auspichiamo di essere auditi, – conclude De Fazio – affinché intervengano per consentire alla Polizia penitenziaria di poter espletare le proprie funzioni con l’efficienza e l’efficacia richiesta dai cittadini e, non ultima, con la serenità di non dover pagare in prima persona per spiacevoli eventi che potrebbero risultare la diretta conseguenza di scelte politiche parziali e non supportate da interventi strutturali idonei a prevenirne gli altrimenti inevitabili effetti indesiderati”.