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Comunicato stampa - ROMA, 13/08/2021“In queste ore stiamo di nuovo assistendo ad accuse incrociate di certi settori della politica, con il leader d’Italia Viva e già Presidente del Consiglio Matteo Renzi che attribuisce agli allora Capo del DAP Basentini, Ministro della Giustizia Bonafede e Premier Conte il fallimento del sistema carcerario acclarato con le rivolte del marzo 2020 e con i fatti, emersi nelle scorse settimane, di Santa Maria Capua Vetere e – di contro –  con esponenti fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle di Alternativa c’è che, a loro volta, accusano Renzi e il suo esecutivo di aver smantellato il Corpo Forestale dello Stato con conseguenti effetti anche sugli incendi che stanno devastando il Paese. Peccato che poi sia l’uno sia gli altri si siano ritrovati insieme nella maggioranza di governo e nulla di significativo abbiano fatto per correggere quelli che da loro stessi vengono indicati come reciproci errori”.

 Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, commentando le notizie di agenzia di stampa che riportano dichiarazioni di reciproche accuse su carceri e Corpo Forestale dello Stato di Matteo Renzi e Alternativa c’è.

“Dal canto nostro – prosegue il Segretario della UILPA PP – non abbiamo apprezzato né il primo né i secondi. Renzi e la sua maggioranza, con la riforma Madia, hanno proceduto al taglio indiscriminato degli organici della Polizia penitenziaria di circa 4.000 unità; i secondi nulla hanno fatto per rimediare e, anzi, mentre dai banchi dell’opposizione, con il Movimento 5 Stelle, si dichiaravano contrari al forte ridimensionamento fino alla quasi soppressione del Servizio Navale del Corpo, dagli scranni del Governo vi davano successiva “Allora, per quanto nella politica odierna potrebbe rivelarsi persino un ossimoro, chiediamo a tutti coerenza e consequenzialità, essendo stanchi di essere costantemente ‘figli’ delle opposizioni e ‘figliastri’ dei governi, di qualunque colore si compongano. Se, come dichiarano, le carceri e il destino di detenuti e operatori rientrano nelle loro priorità – conclude De Fazio –, promuovano atti concreti per riportare la dotazione organica della Polizia penitenziaria, mancante di 17mila unità, almeno ai livelli pre-Madia, prevedendo pure la programmazione di celeri assunzioni straordinarie, e per riformare compiutamente l’ordinamento penitenziario anche dando attuazione alla parte inevasa della proposta scaturita dagli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, specie per quanto concerne la gestione dei detenuti infermi di mente”.

 

attenzione alla polizia penitenziaria solo quando siete allopposizione