Comunicato stampa ROMA, 28/11/2021“Apprendiamo da fonti giornalistiche che la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, stamattina a Firenze, nel corso della festa de Il Foglio, ha confermato che nelle carceri italiane vi è un grave sovraffollamento e che alcuni istituti penitenziari ‘gridano vendetta’, aggiungendo che si sta lavorando tantissimo. Rispetto a quest’ultima affermazione, temiamo che la Guardasigilli sia stata un po’ contagiata dal contesto, d'altronde si trovava alla Festa dell’Ottimismo”.

 

         A intervenire sulle parole pronunciate dalla Ministra Cartabia è Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

         Il rappresentante della UILPA PP poi prosegue: “non è la prima volta che la Ministra conferma il grave sovraffollamento carcerario, che peraltro è in constante e progressiva ascesa e acuito dalle moltissime e concomitanti deficienze che interessano sia le strutture e le infrastrutture sia gli organici di tutto il personale, a partire da quello del Corpo di polizia penitenziaria le cui carenze sono passate da 17mila a 18mila unità. Tuttavia, al di là delle condivisibili e, se si vuole, pur apprezzabili dichiarazioni di principio, come quelle rilasciate anche in occasione della visita al carcere di Santa Maria Capua Vetere, neppure si intravedono interventi capaci d’invertire in qualche misura la tendenza. Anzi, al contrario, la manovra di bilancio attualmente in discussione in Senato nulla prevede in favore delle carceri e del Corpo di polizia penitenziaria. Alla Ministra diciamo che se per conoscere il carcere bisogna aver visto, noi che lo osserviamo senza soluzione di continuità, vorremmo adesso vedere fatti concreti, così da poterli apprezzare”.

         “Ci aspettiamo, allora, oltre al deflazionamento della densità detentiva, l’ammodernamento delle strutture, il potenziamento degli organici del personale, l’implementazione delle tecnologie e degli equipaggiamenti, così come auspichiamo che la Ministra e il Governo affrontino compiutamente il problema, che genera illegalità di Stato, dei detenuti affetti da disturbi mentali; perché se è vero che la situazione del reparto “Il Sestante” di Torino forse non ha eguali, è altrettanto innegabile che diverse altre non sono proprio dissimili. Tutto questo – conclude De Fazio –, vorremmo che venisse realizzato, in coerenza con quanto dichiarato, dal Presidente Draghi e dalla Ministra Cartabia nell’esercizio delle rispettive funzioni di governo; sarebbe paradossale e persino poco credibile, magari fra qualche mese o anno, sentir uno di loro ripetere gli stessi concetti sotto forma di inviti e raccomandazioni da un diverso e più importante scranno”.