Comunicato stampaROMA 08/08/2022“La morte, secondo quanto riportato da notizie d’agenzia, di un detenuto affetto da problemi psichiatrici e ricoverato presso l’ospedale Cardarelli di Napoli a causa delle lesioni riportate e quale conseguenza di un’aggressione risalente a dieci giorni fa, subita da un compagno di cella anch’esso con patologie mentali, è un tragico evento che poteva e doveva essere necessariamente evitato e la cui responsabilità morale ricade interamente sulla politica e sui governi”.

 

            Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, commentando il decesso del detenuto che aveva ammesso di aver ucciso e fatto a pezzi la propria mamma lo scorso settembre nel quartiere Pianura di Napoli e che, per come riportato da notizie d’agenzia, sarebbe da collegare all’aggressione subita dieci giorni fa dal compagno di cella nel carcere di Poggioreale.

 

            “Quello dei detenuti affetti da patologie psichiatriche – spiega il Segretario della UILPA PP – è un problema ormai annoso, paradossalmente aggravatosi a seguito della dismissione degli ospedali psichiatrici giudiziari, e che costituisce uno dei tanti che affliggono l’universo penitenziario. Spesso, peraltro, sono proprio questi detenuti infermi di mente a manifestare il proprio disagio aggredendo anche gli operatori. Eppure, dagli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, conclusisi nel 2016, erano emerse sul tema proposte di riforma ragionevoli e condivisibili, ma poi cestinate dal Governo che allora avrebbe dovuto attuarle. Noi pensiamo che, senza ricorrere a ulteriori studi e misure tampone immaginate, sebbene con i migliori propositi, da questa o quell’altra commissione, si potrebbero riprendere quelle idee per promuovere una riforma utile anche a far uscire il nostro Paese dall’illegalità, di fatto confermata persino dalla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, quando, in occasione del question time del 4 novembre scorso al Senato, ha comunicato che i detenuti malati di mente e che non dovevano stare in carcere, ma che vi rimanevano sine titulo, erano  trentacinque”.

 

            “Così nel carcere e di carcere si continua a morire. Proprio oggi un altro detenuto, forse anche lui affetto da problemi psichiatrici, si è suicidato a Foggia. Sale dunque a quattro il numero dei reclusi deceduti (tre per suicidio e uno a causa d’aggressione) nei primi otto giorni di questo 2022, che è partito male e sembra proseguire peggio. La Ministra Cartabia ha dichiarato che da gennaio il sistema penitenziario sarebbe stato la sua priorità: siamo all’8 di quel gennaio e noi – conclude – continuiamo pazientemente ad attendere!”