Comunicato stampa - Roma, 11 mar.“Dopo settimane di netta di discesa, si registra una preoccupante inversione di tendenza nell’andamento del contagio da Coronavirus nelle carceri. Rispetto a tre giorni fa, i dati forniti nel pomeriggio dall’Ufficio Attività Ispettiva e di controllo del DAP fanno segnare un seppur contenuto aumento dei positivi al Covid-19 sia fra i detenuti, che passano da 1.062 a 1.065, sia tra gli operatori, che da 1.086 diventano 1.114”.

          Lo riferisce Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

             “Non intendiamo certo drammatizzare un aumento dei positivi alla SARS-CoV-2 di alcune decine di unità, ma certo preoccupa un’inversione di tendenza che testimonia che il virus non è ancora sconfitto e che non bisogna abbassare la guardia. Purtroppo, le carceri sono l’unico luogo sovraffollato del Paese in cui non sono obbligatorie le mascherine FFP2 e non è richiesto ad alcuni (i detenuti) il green pass. Ragione per la quale a nostro avviso è ancora più alto il rischio del contagio specie se, come sembrano indicare taluni studi scientifici, la protezione offerta dal vaccino inizia a calare già dopo due mesi dalla somministrazione della dose booster”, spiega il Segretario della UILPA PP.

             “Peraltro, continuiamo a registrare fortissime incongruenze nei numeri dei positivi nelle carceri indicati dai Provveditorati regionali e quelli diffusi dal DAP centrale, ragione per la quale rischiano di essere poco credibili o sbagliati e di non indicare la situazione reale”, aggiunge.

 “Con la sanità penitenziaria quasi al collasso, specie in alcuni territori, per insufficienza di operatori e carenze organizzative, e che col cessare dello stato di emergenza risentirà anche della scadenza del contratto per gli operatori socio-sanitari assunti dalla protezione civile per essere impiegati in carcere, la situazione pandemica interna rischia di riprecipitare ai livelli pericolosissimi dei mesi scorsi. Auspichiamo pertanto specifici interventi governativi finalizzati efficientare la sanità in carcere, ma anche a potenziare gli organici della Polizia penitenziaria mancanti di 18mila unità e a implementare gli equipaggiamenti e i dispositivi di protezione individuale”, conclude De Fazio.