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Uilpa Polizia Penitenziaria chiede un incontro con i vertici della Giustizia Minorile e di Comunità, ma anche un ripensamento sugli effetti della legge Madia.

Protesta dei detenuti del carcere minorile Malaspina di Palermo: barricati all’interno di un locale comune dopo aver sottratto le chiavi al personale di Polizia penitenziaria chiedevano permessi premio e migliori condizioni di detenzione. Solo grazie ad una lunga mediazione del personale, nella notte, i manifestanti hanno alzato bandiera bianca e sono tornati in cella. “Dopo i fatti di Airola del mese di settembre un altro grave episodio si registra all’interno degli istituti penali per minori a dimostrazione che non bisogna trascurare i segnali negativi che giungono dal sistema carcere di questo Paese spiega il Segretario generale di UILPA Polizia Penitenziaria Angelo Urso - dobbiamo fare il punto della situazione e bisogna farlo in fretta”

Nei giorni scorsi proprio la UIL aveva lanciato un grido di allarme rispetto all’escalation dei reati in carcere, delle aggressioni e più in generale degli eventi critici. Questo episodio, semmai ce ne fosse stato bisogno, dimostra che l’attenzione va rivolta anche al settore minorile: “l’organizzazione dei carceri minorili non è poi tanto diversa da quella degli adulti e come quest’ultima ha bisogno di un organizzazione adeguata, di un nuovo quadro normativo e di nuove regole comportamentali, utili al reinserimento sociale, ma prima ancora al rispetto delle regole di civile convivenza al suo interno”.

Dalle ricostruzioni sembra siano undici i ragazzi coinvolti (2 minori e 9 con età comprese tra i 18 e i 25 anni) che ieri sera alle 20,15 circa hanno messo in atto la protesta. “L’amministrazione – prosegue Urso – deve fare chiarezza e in particolare sui programmi di formazione del personale. Sono anni che lamentiamo l’assenza di corsi operativi relativi alle procedure da adottare in analoghe situazioni critiche, ma nulla o quasi viene recepito; nessuna competenza specifica da parte della Polizia penitenziaria e nessun nucleo speciale di pronto intervento, tutto è lasciato all’imprudenza e all’incoscienza di chi interviene improvvisando, con tutti i rischi che questo comporta. Nella circostanza tuttavia nessuno tra i detenuti e il personale ha riportato conseguenze”.

Si è appena conclusa la discussione tra amministrazioni sull’applicazione della razionalizzazione prevista dalla c.d. legge Madia e questo significherà per la Polizia penitenziaria un taglio di circa 5.000 unità negli organici.

“Altro che eliminare sprechi e semplificare l’attività della Polizia penitenziaria, come si può fare ciò riducendo di oltre il 10% l’organico quando contemporaneamente aumentano posti letto detentivi, aprono carceri e padiglioni nuovi? Se si dovevano attualizzare le piante organiche alla data di entrata in vigore della legge, si doveva, se non ridurre (come avvenuto per Polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri), almeno attualizzare la struttura organizzativa a quella data, ma come ho detto prima, così non è!”.  

Qui il comunicato stampa in pdf

Allegati:
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