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Una lettera inviata al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Gianfranco De Gesu per comunicare lo stato di disagio della Polizia Penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Giarre e la prossima iniziativa sindacale di protesta che si terrà il 30 maggio prossimo a partire dalle 10:00 fino alle 12:00 dinanzi la Prefettura di Catania.

A siglarla è il segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia Gioacchino Veneziano che sottolinea “le annose problematiche dell’Istituto in provincia di Catania ad oggi mai risolte e le conseguenti rivendicazioni sindacali” manifestate anche nell’ambito di un incontro svoltosi con la direzione della casa circondariale.

 

“A Giarre – spiegano Veneziano e Armando Algozzino , segretario nazionale della UILPA Polizia Penitenziaria – sono presenti soltanto ventotto unità oltre al comandante, mancano ben cinque poliziotti penitenziari e non si attua l’accordo quadro in vigore con l’organizzazione del lavoro su quattro quadranti”.

“L’amministrazione sa bene da anni – precisa Algozzino – che il personale, in numero comunque esiguo, è rappresentato da unità in distacco: non si provvede, con la mobilità nazionale, a dotare la casa circondariale del numero adeguato di poliziotti penitenziari affinché possa funzionare al meglio”.


Anche perché, come precisa Algozzino, presso la casa circondariale, a custodia attenuata, vengono portati pure detenuti comuni.

Altra problematica sulla quale i due segretari chiedono attenzione è quella relativa all’orario di servizio, fissato in sei ore più due di straordinario ma, come precisano, “spesso il personale è chiamato a svolgere il cosiddetto lavoro spezzato: ovvero, dopo avere terminato un turno di servizio di sei ore, gli stessi operatori vengono richiamati dopo appena due ore di libertà, per eseguire un altro turno di servizio”.


Una condizione insostenibile, alla quale si aggiunge la riduzione delle ferie estive per il personale che, quest’anno, potrà beneficiare di soli nove giorni, festivi inclusi: una proposta che, secondo la sigla sindacale, è inaccettabile perché penalizza i lavoratori e le loro famiglie, anche alla luce del fatto che i colleghi in servizio presso altri istituti limitrofi fruiranno invece di quindici o sedici giorni escluse le festività.

“Diciamo basta – dichiarano Algozzino e Veneziano – anche al carico di lavoro eccessivo : ogni unità in servizio, infatti, si ritrova a coprire quattro o cinque posti”.

“Se le unità richieste , indispensabili per fruire dei diritti soggettivi previsti dalla legge e dalle norme in vigore non saranno inviate – concludono – confermeremo il sit in fissato per il 30 maggio prossimo”.

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