Carceri: La Polizia penitenziaria non merita tutto questo

  

       ROMA, 26 maggio 2019. Ancora una duplice evasione nelle carceri italiane. Questa volta dalla Casa di Reclusione di Carinola. Così, dopo l’evaso di Cosenza, si conta la poco invidiabile media di tre detenuti in una settimana. Siamo all’evidente fallimento della gestione penitenziaria, con le carceri che sembrano divenute colabrodo e la Polizia penitenziaria che viene messa alla berlina per l’incapacità, o la mancanza di volontà, della politica di intraprendere un percorso virtuoso di investimento e rilancio del sistema di esecuzione penale”.

         Così Gennarino De Fazio, per la UILPA Polizia Penitenziaria nazionale, commenta la duplice evasione avvenuta verso l’una e mezza odierne, dal carcere di Carinola a una settimana esatta dalla rocambolesca fuga dalla Casa Circondariale di Cosenza. De Fazio poi incalza: “il diuturno sacrificio delle donne e degli uomini del Corpo di polizia penitenziaria che ogni giorno rappresentano lo Stato nelle patrie galere, quale ultimo baluardo di legalità, nonostante vuoti organici, carenze di risorse economiche, fatiscenza delle strutture e tecnologie insignificanti, subendo anche continue aggressioni da parte dei detenuti, non può essere reso vano da chi detiene la responsabilità amministrativa e, soprattutto, politica delle carceri. Tutto ciò non può non indurre a ragionamenti più approfonditi e, magari, ad un’autocritica dalle parti di Via Arenula. Stanotte avremo il risultato delle elezioni europee, da domani è probabile ricominci il teatrino della politica e, con esso, si riprenderà a parlare del decreto sicurezza bis: il ministro Bonafede faccia allora in modo, per esempio, che l’inasprimento delle pene non riguardi solo chi si scaglia contro le forze dell’ordine nelle manifestazioni di piazza, ma si batta e pretenda l’introduzione di un nuovo reato – o almeno di un aggravante che aumenti il minimo edittale – per chi commette violenze ai danni degli operatori della sicurezza trovandosi in stato di detenzione”.

         “È peraltro manifesto – prosegue l’esponete della UILPA PP – che comunque la linea politica del Pase, in fatto di sicurezza ed esecuzione penale, non possa essere dicotomica: se da un lato si tende, a carattere generale, ad aumentare la carcerazione anche rendendo più difficile il ricorso alle misure alternative e si prevedono nuove carceri, dall’altro non si può non investire sugli organici della Polizia penitenziaria e sulla sicurezza carceraria che, è di tautologica evidenza, non ne regge la forza d’urto”.

 

         “Apprezziamo – conclude De Fazio – la ‘buona volontà’ del Capo del DAP Basentini che proprio ieri ha informalmente rappresentato di voler convocare i sindacati mercoledì prossimo per ragionare proprio di organici e di eventi critici, ma temiamo che senza l’istituzione di un task force permanente al ministero della giustizia e investimenti certi e immediati del Governo si possa dibattere solo di pannicelli caldi”.