ROMA, 28 settembre 2019 Se in massima parte si rafforzano le misure del riordino del 2017, non si può parlare di correttivi, ma piuttosto di intensificazione degli errori”.

         Questo, in estrema sintesi, il giudizio di Gennarino De Fazio, per la UILPA Polizia Penitenziaria, sulla bozza del decreto legislativo approvata in via preliminare giovedì scorso in Consiglio dei Ministri in tema di revisione dei ruoli delle Forze di polizia.

         “In sostanza – argomenta il leader della UILPA PP – il Governo ha deciso di seguire la stessa rotta del 2017, svilendo alla radice la logica dei correttivi. Così si reiterano le misure già adottate, in parte rafforzandole, perpetuando sperequazioni e disomogeneità e finendo, dunque, per indebolire la macchina della sicurezza del Paese. Di nuovo, peraltro, si interviene per legge su voci salariali regolate a normativa vigente dalla contrattazione, prevedendo aumenti, solo per alcuni, inferiori a 10 euro quasi come fosse la dazione del monarca”.

         Per la Polizia penitenziaria – spiega ancora De Fazio – rischia di perdersi un’occasione ghiotta e irripetibile per dotare il Corpo di una struttura compiuta con una sua testa, non potendosi considerare tale i due Dirigenti generali previsti e che, per di più, si potranno concretizzare solo dopo l’anno 2030. Grottesca, poi, la nuova denominazione per i Funzionari del Corpo (‘Intendente’), tanto da farli apparire subordinati a operatori dalle mansioni esecutive (‘Sovrintendenti’).

       “Assolutamente” inaccettabile, inoltre, – rincara il sindacalista – l’intervento, in palese eccesso di delega, sulle libertà sindacali e sulle norme disciplinari. L’Esecutivo pensa di limitare ulteriormente i già ridottissimi margini degli operatori di polizia per far sentire la loro voce; noi allora rispondiamo rivendicando il diritto di sciopero in tutti i servizi che non afferiscono alla detenzione e alla sicurezza, posto che si prevede l’utilizzo di poliziotti in mansioni amministrative e si pensa di ampliare considerevolmente i compiti istituzionali affidati al Corpo rimpinguando, per converso, in misura impercettibile gli organici”. 

      Naturalmente – conclude De Fazio – spiegheremo le nostre ragioni alle Commissioni parlamentari che dovranno esprimere i pareri sul testo e alle forze politiche, ma parallelamente e sin da subito valuteremo con le altre Organizzazioni Sindacali del comparto sicurezza l’indizione di iniziative di mobilitazione, non escludendo il ricorso alla piazza”.