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          ROMA 06/04/2020“Un’altra giornata di apprensione, l’ennesima, quella appena conclusasi nelle carceri. Ieri pomeriggio e fino a quasi mezzanotte è toccato ai penitenziari campani di Napoli Secondigliano e di Santa Maria Capua Vetere. A Secondigliano, le proteste dei detenuti si sono limitate alla battitura delle inferriate e a poco altro, tanto da non destare particolare preoccupazione seppure fosse stato necessario allertare precauzionalmente i rinforzi della Polizia penitenziaria. Ben diversa la situazione a Santa Maria Capua Vetere, dove ci sono state fortissime tensioni in due sezioni detentive con i detenuti che si sarebbero fatti scudo delle brande metalliche. Tuttavia, dopo una mediazione condotta dai Vertici dell’istituto penitenziario, è prevalsa la ragione e le proteste sono rientrate”.

         A fare il resoconto sulla domenica appena trascorsa nelle carceri è, ancora una volta, Gennarino De Fazio, per la UILPA Polizia Penitenziaria nazionale, che spiega: le tensioni sono divampate dopo che è stato accertato il primo caso di contagio da coronavirus nel penitenziario sammaritano e sebbene i tamponi ai quali sarebbe stato precauzionalmente sottoposto un altro centinaio di ristretti avrebbero dato esito negativo.

         “Quanto accaduto – prosegue il leader della UILPA Polizia Penitenziaria –, proprio perché è scaturito da un evento che, tutto sommato, potrebbe anche starci essendo rimasto isolato, dimostra ancor di più come e quanto le nostre prigioni siano divenute autentiche polveriere per anni di sostanziale abbandono cui si è sommata un’inadeguata gestione dell’emergenza sanitaria anche sotto il profilo comunicativo”.

         “L’istituto sammaritano, del resto – continua De Fazio – conta la presenza di quasi 1.000 detenuti a fronte di 818 posti disponibili, con un indice di sovrappopolamento di ben oltre il 120%; dato che da solo, questo, fa ben comprendere le difficoltà organizzative e operative che lo attanagliano, specie nel frangente pandemico nel quale ci si trova”. 

            “I fatti di ieri – conclude il sindacalista – indicano ancora una volta quanto sia indispensabile un’inversione di rotta nella gestione delle carceri che, in questo momento storico, dovrebbe essere assunta, pro-tempore, sotto la responsabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Noi non ci stanchiamo di ripeterlo, nella speranza che il Governo ci ascolti; ma una cosa è certa e non teme smentite: così non va!”

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