Comunicato stampa -  ROMA 15/01/2021 – Abbiamo potuto leggere il documento di programmazione generale e pianificazione della spesa dell’Amministrazione Penitenziaria per l’anno 2021 e per il triennio 2021-2023 e l’atto di indirizzo per il 2021 e, da un primo esame – per la parte che ci compete direttamente –, pur con qualche punto forse troppo aleatorio, lo valutiamo ragionevolmente ambizioso, spesso condivisibile nell’analisi e nella delineazione degli obiettivi, a tratti persino coraggioso anche per una tecnica redazionale non fumosa come quelle a cui eravamo abituati”.

         Così, Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, commenta i documenti di programmazione e indirizzo, per l’anno in corso e per il triennio 2021-2023, formulati dal Capo del DAP Bernardo Petralia e pervenuti alle Organizzazioni Sindacali nel pomeriggio di ieri.

         “Il Capo del DAP – spiega il leader della UILPA PP – fa un’analisi non di rado impietosa e largamente sovrapponibile alle nostre costanti denunce della disgregazione, disomogeneità e frammentazione nella conduzione delle politiche gestionali e amministrative delle diverse articolazioni del DAP, con particolare riferimento ai provveditorati regionali e agli istituti penitenziari. Richiama, dunque, alla condivisione, ma soprattutto a una visione ad ampio respiro, alla coerenza logica con sostanziale uniformità d’azione, all’adesione agli indirizzi e al perseguimento degli obiettivi con verifiche costanti. «Non c’è visione senza azione e non c’è azione senza visione» ricorda Petralia. Si mira poi al riconoscimento del valore delle Aree, delle professionalità e, in tale contesto, delle individualità, con la valorizzazione dei quadri intermedi e con gli adeguati spazi di autonomia gestionale nella sfera di competenza. Oltre a puntare sui progetti d’istituto, fra gli obiettivi fissati ne ritroviamo moltissimi di quelli da noi reclamati: rafforzamento dell’ordine e della sicurezza delle carceri e del servizio di traduzione dei detenuti; ammodernamento tecnologico; ampliamento delle infrastrutture di rete; potenziamento degli equipaggiamenti della Polizia penitenziaria; riorganizzazione del Gruppo Operativo Mobile e rafforzamento del Nucleo Investigativo Speciale; innovazione digitale; valorizzazione del personale; attuazione del riordino delle carriere con revisione, ampliamento e redistribuzione delle dotazioni organiche della Polizia penitenziaria; rinnovo del Regolamento di Servizio del Corpo; prosecuzione e completamento delle procedure concorsuali per l’accesso ai vari ruoli; formazione; revisione del modello custodiale all’insegna della progressività dell’analisi negli interventi trattamentali; riorganizzazione del circuito dell’Alta Sicurezza; creazione di una capillare rete di assistenza sanitaria protetta e sperimentazione della telemedicina; etc.”.

         “Ciò detto con l’obiettività che ci contraddistingue – rimarca De Fazio –, non sfugge tuttavia la mancanza di un esplicito riferimento all’avvio di nuove procedure concorsuali e selettive interne per l’accesso al ruolo dei Sovrintendenti; così come a fronte della previsione dell’incremento dei posti detentivi e dell’offerta trattamentale, con l’allestimento di laboratori e opifici, siano molto aleatorie le prospettive, solo ipotetiche, di ampliamento degli organici della Polizia penitenziaria che, proprio secondo uno studio condotto dal DAP, sono già deficitari di oltre 17.000 unità”.

         “Su queste premesse – conclude il Segretario della UILPA PP –, da un lato formuliamo l’auspicio che, anche in ipotesi di cambi di governo, sia garantita continuità, efficacia e concretezza per il compiuto conseguimento degli obiettivi tracciati, affinché non rimangano solo pagine utili alla compilazione di un libro dei sogni; dall’altro rivolgiamo l’invito al Capo del DAP affinché si concluda con celerità il confronto su tutte le questioni aperte: prime fra tutte proprio l’ampliamento delle dotazioni organiche della Polizia penitenziaria e la revisione del modello custodiale”.