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Comunicato stampa -  ROMA, 24/02/2021“E’ bastata una direttiva del Capo della Polizia di Stato finalizzata a dettare linee guida per la pianificazione degli interventi in caso di proteste e disordini negli istituti penitenziari per scatenare un mezzo putiferio, con recriminazioni incrociate e prese di posizione divergenti fra le diverse componenti del sistema carcerario. Ciò, evidentemente, non può che essere ulteriormente sintomatico dello stato patologico delle carceri, il quale non può essere affrontato con terapie improvvisate ed estemporanee, ma abbisogna di diagnosi approfondita e visione d’insieme capaci d’individuare una cura efficace per rianimare l’ammalato da tempo agonizzante e risollevare le sorti del sistema d’esecuzione penale del Paese”Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, in relazione alle polemiche sollevatesi a causa di una direttiva del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza in tema di linee guida per la pianificazione provinciale degli interventi a seguito di manifestazioni di protesta e disordini negli Istituti penitenziari.  De Fazio spiega: “al di là del merito, che indubbiamente pone degli interrogativi, ciò che di certo emerge è un sistema penitenziario frastagliato, parcellizzato, ingessato nelle rivendicazioni e al tempo stesso nel rimpallo di competenze che poi, come si è drammaticamente visto nel marzo scorso, lascia gli operatori della prima linea in balìa di se stessi nel fronteggiare le rivolte e le emergenze di qualsivoglia natura”“Il problema – prosegue il leader della UILPA PP – non ha origine dalle linee guida diffuse dal Capo della Polizia Gabrielli, ma da un sistema penitenziario incentrato su ben tre diverse dirigenze (ma a ben vedere potrebbero essere sei) non di rado antagoniste, se non talvolta apertamente in conflitto fra di loro, e da un quadro normativo disarticolato, scoordinato e contraddittorio”“Allora – rimarca De Fazio –, non è il momento di esasperare le differenze, ma al contrario di ricercare le convergenze. Sia questa l’occasione per un’analisi approfondita della gestione carceraria sotto il profilo della sicurezza, conditio sine qua non per garantire la vivibilità dei penitenziari e qualsiasi percorso di recupero e risocializzazione, al fine di reingegnerizzarne l’architettura muovendo proprio dal riordino della dirigenza, magari mirando anche a unificarne il percorso senza per questo svilirne la gradazione delle responsabilità”. “Di questo e di altro – conclude il Segretario della UILPA PP – speriamo di poter presto parlare con la Ministra Cartabia, che siamo certi, dopo averlo fatto con altre figure del complesso universo carcerario, vorrà celermente incontrare anche le Organizzazioni Sindacali rappresentative degli operatori del Corpo di polizia penitenziaria”.

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