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Comunicato stampa - Forte preoccupazione per i contenuti della Legge di Bilancio 2019 e per il mancato rispetto degli impegni presi viene espressa dalla Uil Pa Polizia Penitenziaria. E’ il segretario generale del sindacato Angelo Urso a prendere posizione e a redigere una dettagliata cronistoria di fatti e promesse alla categoria da parte della politica, rimasti però lettera morta.

<< Da una parte prima delle elezioni politiche del 4 marzo e precisamente il 19 settembre del 2017 in occasione di una manifestazione di protesta delle Forze di Polizia davanti a Montecitorio – dichiara Urso – il leader della Lega Matteo Salvini assume pubblicamente una serie di impegni “di governo” per migliorare il contratto di lavoro, il trattamento giuridico ed economico e per incrementare gli organici della Polizia Penitenziaria, al punto da firmare il volantino delle rivendicazioni >>. (il documento è allegato al presente comunicato).

<< Dall’altra nel mese di gennaio del 2018, l’allora Governo accelera la firma del Contratto Nazionale delle Forze di Polizia, tra le quali la Penitenziaria, limitandola però alla sola parte economica e rinviando quella normativa a data da destinarsi >>

<<In realtà furono entrambi uno spot elettorale - commenta il segretario generale della Uil Pa Polizia Penitenziaria – oggi comunque rimane da realizzare la parte normativa e la definizione delle materie di cui all’addendum firmato in occasione del rinnovo della parte economica, ragione per cui sollecitiamo una convocazione al più presto >>.

Arrivano le elezioni politiche del 4 marzo che modificano il quadro politico, fino alla nascita del Governo Conte, sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle, basato su un “Contratto di Governo” che per la Polizia Penitenziaria prevedeva testualmente:

Bisogna provvedere alla preoccupante carenza di personale di Polizia Penitenziaria con un piano straordinario di assunzioni, nonché intervenire risolutivamente sulla qualità della vita lavorativa degli agenti, in termini di tutele e strutture”.

Successivamente interviene la nota di aggiornamento al Def che invece prevede che per migliorare le condizioni e il funzionamento del sistema penitenziario e superare le carenze strutturali delle carceri, sarà necessario un rafforzamento e un riequilibrio nella distribuzione del personale del Corpo di Polizia e a tal fine sembra che siano stanziati 500 milioni di euro per le assunzioni nelle Forze di Polizia, in Magistratura e di personale amministrativo”.

<<Come si può notare, l’impegno di assunzioni presente nel Contratto di Governo fa riferimento ad un poco chiaro “rafforzamento e riequilibrio nella distribuzione” e ad un piano di assunzioni che non è meglio specificato. Indiscrezioni vorrebbero l’assunzione di 10.000 unità ma il timore è quello che, come spesso accade, la Polizia Penitenziaria faccia la parte di cenerentola - continua Urso - ma non c’è traccia di somme previste per il rinnovo del contratto che scade il 31 dicembre 2018 e per fare fronte all’impegno di rivedere il riordino delle carriere preso in occasione della manifestazione del 19 settembre 2017. >>.

<< Sia chiaro – chiosa il sindacalista – che se si vuole dare un segno di tangibile attenzione ai problemi del carcere le assunzioni straordinarie di Polizia Penitenziaria non possono certo essere le poco più di 500 unità che trapelano da indiscrezioni ma ce ne vogliono almeno 2.000>>

L'impegno firmato da salvini a settembre 2017

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