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Si è incidentalmente appreso che la S.V., con nota n. m_dg.GDAP.14/08/2021.0303444.U, a repentina modifica della precedente n. m_dg.GDAP.13/08/2021.0302863.U e “sulla base di indicazioni riferibili al Ministero della Salute”, ha disposto che la consumazione dei pasti all’interno dei locali destinati alle mense obbligatorie di servizio potrà essere consentita solo agli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria in possesso di certificazioni verdi Covid-19 (c.d. green pass).

Con la stessa missiva, ha altresì dato indicazioni affinché, previ accordi con le ditte che gestiscono in appalto il servizio di ristorazione, agli appartenenti al Corpo sprovvisti della predetta certificazione vengano forniti i pasti i modalità take away.

Preliminarmente, si evidenzia che quanto sopra, atteso anche che riguarda l’accesso a mense obbligatorie di servizio interne e a numero chiuso e che adottano i prescritti protocolli sanitari, pure nel novero degli accorgimenti generali previsti dal “Protocollo Quadro per la Prevenzione e la Sicurezza nei luoghi di lavoro in ordine all’emergenza sanitaria da Covid–19” sottoscritto in data 23 ottobre 2020, e in assenza – a legislazione vigente – di obbligo vaccinale, appare come una forzatura lesiva dei diritti degli operatori e persino discriminatoria.

Non può essere sottaciuto, infatti, che tale disposizione si va a riversare su appartenenti alla Polizia penitenziaria che non possono lasciare il luogo di servizio per la consumazione dei pasti e che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono ivi trattenuti ben oltre l’orario di lavoro giornaliero e settimanale d’obbligo e anche a prescindere dalla propria volontà.

Per di più, atteso che rimane vietato l’accesso ai locali destinati alla mensa per coloro che non sono muniti di green pass, non si comprende e si vorrebbe sapere dove e in quali condizioni d’igiene potranno questi ultimi consumare i pasti forniti in modalità take away.

Ciò, anche in considerazione della circostanza che già dalla giornata di ieri alcuni appartenenti al Corpo vengono costretti alla consumazione dei pasti, con tavolini di fortuna, sotto portici, all’aperto e in ambienti non destinati allo scopo e dunque senza i necessari requisiti d’igiene, salubrità e sicurezza.

Per quanto accennato, si prega la S.V. di voler convocare con assoluta urgenza una riunione con le Organizzazioni Sindacali rappresentative per un confronto che allo stato appare ineluttabile, ancor più che opportuno.

Nelle more, si prega altresì di voler impartire necessarie direttive affinché venga immancabilmente assicurata l’elargizione del buono pasto a quanti non vengano ammessi alle mense obbligatorie di servizio e non gradiscano fruire dei pasti itineranti di cui alla nota citata in premessa.

Nell’attesa, molti cordiali saluti.

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