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Nota n. 10.928Gentile Presidente,  come concordato in esito all’interlocuzione informale del 13 u.s., rimetto, schematicamente, le principali osservazioni della UILPA Polizia Penitenziaria in relazione al disegno di legge di bilancio per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (A.S. 1689) per gli aspetti che interessano direttamente il Corpo di polizia penitenziaria.

  • Si valutano in maniera nettamente negativa le misure che innalzano i requisiti richiesti per l’accesso al sistema pensionistico, superando in pejus persino la “legge Fornero” per la parte applicabile al comparto sicurezza (artt. 42 e 43 ddl);
  • È del tutto inconcepibile e oltraggiosa per la specificità degli operatori della sicurezza (art. 19, legge n. 183/2010) la loro esclusione dalle disposizioni in materia di detassazione e armonizzazione del trattamento accessorio (art. 58 ddl);
  • Le assunzioni (2.000 unità) in aggiunta alle facoltà assunzionali, sebbene segnino una piccola inversione di tendenza rispetto al passato, sono assolutamente insufficienti atteso che si prevedono nel limite dell’attuale dotazione organica (sottodimensionata di almeno 18.000 unità, secondo le stime dello stesso Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), che saranno diluite in tre anni (di fatto sino al 2029) e soprattutto in ragione dei progetti d’ampliamento della capacità ricettiva delle carceri per 10.319 posti detentivi, che – all’inadeguato rapporto numerico attuale – comporteranno un fabbisogno organico aggiuntivo di circa 6.000 agenti (art. 59 ddl). In disparte la circostanza che difficilmente si potranno realizzare nei tempi desiderati attesi l’inadeguato numero e l’insufficiente capienza delle scuole di formazione;
  • Appare offensiva e persino sospetta la previsione della possibilità di trattenimento in servizio, oltre il limite d’età ordinamentale, peraltro nell’ambito delle risorse assunzionali disponibili a legislazione vigente, di un contingente massimo di 150 unità di personale del Corpo di polizia penitenziaria dei ruoli degli agenti e assistenti, dei sovrintendenti e degli ispettori. Se da un lato non aggiungerebbe nulla agli organici, dall’altro impedirebbe l’assunzione e la legittima progressione in carriera di un corrispondente numero di operatori e soprattutto svilirebbe il senso stesso e la ratio dell’attuale limite d’età ordinamentale (art. 59 ddl).

Inoltre, non si stanziano risorse aggiuntive per finanziare la specificità delle donne e degli uomini in divisa anche a riguardo del rinnovo del CCNL e per la remunerazione del lavoro straordinario, non si appostano le risorse necessarie per la stipula del CCNL per l’area negoziale della dirigenza per il triennio 2024-2026 e non si prevedono finanziamenti aggiuntivi utili a dare concreto avvio alla previdenza dedicata.

Si ribadisce, pertanto, per gli aspetti che afferiscono alla Polizia penitenziaria, il giudizio nettamente negativo sul testo in esame.

Nel ringraziare nuovamente per la cortese attenzione, cordiali saluti.

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