Ascolta qui gli interventi del Segretario Generale Gennarino De Fazio

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Quarto Intervento

Ultim'ora -  È proseguita stamattina, in video-conferenza, la trattativa per la stipula dell’Accordo relativo alla disciplina del FESI per l’anno 2021.

 Il confronto è stato presieduto dal DGPR del DAP, Parisi, alla presenza dell’omologo del DGMC, Cacciapuoti, e con la partecipazione di altri Dirigenti e Funzionari dei due dipartimenti.

La UIILPA PP a inizio riunione ha posto una questione preliminare e relativa alla valenza degli accordi che si raggiungono a livello centrale e che, nell’ambito del DGMC, non vengono rispettati e talvolta calpestati in periferia.

Ha dunque chiesto garanzie in proposito, evidenziando che sarebbe difficile poter mantenere corrette relazioni e sindacali e sottoscrivere accordi se non ci fossero garanzie di adempimento, esigibilità e coerenza.

         In proposito, la delegazione del DGMC ha fornito ampie rassicurazioni circa l’adesione agli accordi raggiunti anche mediante l’immediato superamento di talune criticità che si sono registrate a livello territoriale.

         Venendo al tema dell’incontro, sulla scorta dell’ultima ipotesi di Accordo trasmessa dall’Amministrazione, la UILPA PP, prendendo atto delle convergenze che si sono via via configurate e per non rischiare di alimentare ulteriori ritardi nella sottoscrizione dell’intesa, con inevitabili ripercussioni sull’effettivo pagamento degli incentivi economici, ha evitato di reiterare tutte le richieste già avanzate nella riunione del 13 dicembre scorso (leggi qui).

Nondimeno, ha ribadito l’assoluta necessità, per il futuro, di reingegnerizzare l’impianto complessivo e dell’Accordo FESI, sia in ragione delle novità che hanno interessato il Corpo e i servizi istituzionali a esso demandati anche a seguito del l’ultimo riordino delle carriere, sia in funzione delle ormai diverse situazioni operative e che, diversamente dal passato, talvolta non consentono una demarcazione netta fra i servizi concretamente svolti.

Per la UIL, difatti, la differenziazione in fasce (A1, A2), ferma restando la maggiore valorizzazione dei compiti e dei servizi che comportino maggiori sacrificio, rischio e responsabilità, dovrebbe essere ripensata anche per liberare risorse in favore della contrattazione decentrata (da tenersi in ogni singola sede) e nella quale si possono compiutamente individuare e remunerare detti compiti e servizi.

        

Analogamente, la delegazione UIL non ha rinunciato a riformulare e ribadire le seguenti informazioni e richieste:

        

  • È stato per l’ennesima evidenziato che per il conseguimento del bonus vengono penalizzati gli operatori più anziani, i quali fruiscono contrattualmente di un maggior numero di giornate di congedo ordinario, così come coloro che per esigenze di servizio non ne hanno goduto interamente gli anni precedenti e debbono fruirne nell’anno di riferimento; analogo nocumento patiscono coloro che fruiscono di riposi compensativi a recupero di lavoro straordinario non retribuito (in contraddizione con coloro, per esempio, che godono della settimana corta e che fanno le cc.dd. lunghe di 12 ore, con recupero il giorno successivo). Per risolvere tali sperequazioni, peraltro, sono state formulate compiute proposte tecniche, che non sono state tuttavia recepite;
  • Per le sedi disagiate, si è nuovamente sollecitata l’Amministrazione a una loro individuazione mediante un provvedimento di portata generale (DM o PCD), che possa esplicare effetto in ogni materia; nelle more, si è chiesto di uniformarsi all’individuazione e alla classificazione da ultimo effettuata con il PCD del 6 agosto 2021 e che disciplina la mobilità ordinaria;
  • Per la contrattazione decentrata – cui sono destinati 7.749.071,60 euro per il DAP e 264.477,91 euro per il DGMC e che, per quanto concerne il DAP, diversamente che negli ultimi anni (quando si è tenuta in sede Provveditoriale), si terrà in ogni articolazione territoriale, è stato chiesto:
    1. Di definire con quali procedure e modalità dovrà svolgersi nelle sedi accorpate e che, a fronte di un’unica Direzione, annoverano due distinti Reparti del Corpo di polizia penitenziaria;
    2. Che venga specificato che i PPRRAAPP dovranno ripartire le risorse economiche alle rispettive articolazioni territoriali sempre in rapporto alle dotazioni organiche di cui ai PPCCDD conseguenti al DM del 2 ottobre 2017;
    3. Di precisare come e in quale sede dovrà svolgersi la contrattazione decentrata per gli operatori assegnati (in compiti istituzionali) agli uffici giudiziari;
  • Con riferimento alle Tabelle “A” e “B”, tanto più dopo l’introduzione del GUS-Web, non è più accettabile la difformità della nomenclatura degli incarichi e dei posti di servizio fra le varie sedi;
  • Che sia previsto espressamente nell’Accordo che a ogni dipendente sia fornita distinta dettagliata circa le spettanze corrisposte, sia per le somme direttamente derivanti dall’Accordo nazionale sia per quelle scaturenti dalla contrattazione decentrata.

Le Amministrazioni hanno ulteriormente preso nota delle richieste pervenute della OO.SS. e si sono riservate di inviare a breve termine un nuovo testo che, verosimilmente, sarà quello definitivo.

Si evidenzia che nell’ultima bozza è stato reintrodotto il c.d. “incentivo Covid”, dell’importo di 20,00 euro, per coloro che abbiano prestato servizio nelle sezioni detentive o di traduzione o di piantonamento con detenuti positivi al Coronavirus. Per l’Amministrazione, per aver diritto all’incentivo sarà necessario aver espletato l’intero turno ordinario di servizio nelle fattispecie indicate. La UILPA PP ha chiesto di definire è chiarire meglio questo aspetto nel testo dell’Accordo.

         Le registrazioni audio dei principali interventi UIL sono disponibili online.

 

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