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Qui gli interventi del Segretario Generale Gennarino De Fazio

Ascolta l'intervento sul FESI 2024

Ascolta l'intervento sul FESI 2025 

 

Ultim'Ora - In mattinata, con tutte le riserve della UILPA PP espresse nella riunione del 16 u.s. (leggi qui), è stata siglata al DAP la pre-intesa sull’Accordo FESI 2024. Una volta pubblicato il DPR che recepirà il CCNL da poco sottoscritto, che dovrà rendere disponibili parte delle somme, il testo (leggi qui)  sarà sottoposto al visto contabile e in seguito ci sarà la firma finale con il Ministro della Giustizia o un suo delegato.

        

La riunione è stata presieduta dal Direttore generale del personale del DAP, Parisi, con la partecipazione dell’omologo del DGMC, Buccino Grimaldi, del Direttore della Divisione I – Corpo di polizia penitenziaria del DAP, Salvemini, nonché da altri funzionari dei due Dipartimenti, ed è proseguito con un primissimo scambio di idee sull’Accordo FESI per il 2025 (un rituale, sinora, mai foriero d’apprezzabili risultati).

         Anche quest’anno, come l’anno scorso, quello prima e quello prima ancora, abbiamo rappresentato la necessità, più che l’opportunità, di addivenire a una revisione complessiva dell’impianto dell’Accordo, per come si è via vi stratificato, che non risponde più alle mutate esigenze operative e al contesto storico cui si rapporta l’efficienza dei servizi istituzionali e che – soprattutto – non tiene conto dei nuovi compiti istituzionali conferiti al Corpo di polizia penitenziaria per via legislativa, né del nuovo assetto dell’Amministrazione penitenziaria derivante, soprattutto, dall’introduzione delle Divisioni guidate da Dirigenti del Corpo e, ancor prima, delle nuove funzioni acquisite nell’esecuzione penale esterna e negli uffici giudiziari, ma anche di quelle espletate in attività amministrative di supporto e direttamente connesse ai servizi d’istituto.

        

         Pure in questa occasione, la UILPA PP ha evidenziato la necessità che anche l’Amministrazione – e non solo le Organizzazioni Sindacali – solleciti in maniera tangibile e incisiva il Governo affinché stanzi risorse economiche aggiuntive, precipuamente finalizzate, per rifinanziare il FESI della Polizia penitenziaria, il cui importo complessivo, per ragione tecniche legate al monte salari, risulta assolutamente sottodimensionato rispetto alle altre Forze di Polizia (il FESI disponibile pro-capite per gli appartenenti alla PolPen ammonta a meno della metà di quello godibile dagli operatori della Polizia di Stato e circa un terzo se raffrontato a quello attribuito agli appartenenti alla Guardia di Finanza, tanto che al Dipartimento per la Funzione Pubblica hanno addirittura “secretato”  gli aumenti medi per ogni forza di polizia in occasione della recente trattativa per il rinnovo del CCNL). D’altronde, un’operazione per molti versi analoga fu realizzata in passato con il finanziamento dell’indennità di comando in favore dei Carabinieri.

         Su questo presupposto, ha dunque nuovamente auspicato una revisione dell’architettura dell’Accordo, potenziando la contrattazione decentrata nell’ambito della quale, secondo le situazioni organizzative e operative di ogni sede, dovrebbe concretizzarsi l’esaltazione delle fasce (A1, A2) e per i diversi turni di servizio (antimeridiano, pomeridiano, serale, notturno). Infatti, ferma restando la maggiore valorizzazione dei compiti e dei servizi che comportino maggiori sacrificio, rischio e responsabilità, tali differenziazioni dovrebbero essere ripensate in favore della contrattazione decentrata, nella quale si possono compiutamente individuare e remunerare. Nell’attuale perdurante fase di emergenza, con anche 18mila unità mancanti al Corpo di polizia penitenziaria rispetto all’effettivo fabbisogno, è palese che non vi sia sempre, soprattutto in determinate sedi penitenziarie, una distinzione netta fra coloro che sono impiegati nelle fattispecie A1 e A2, così come la gravosità dei turni di servizio non è sempre omogenea pur nell’ambito delle stesse fasce orarie.

         Più nel dettaglio, la UILPA PP ha rappresentato le seguenti priorità:

  • Reingegnerizzare complessivamente il testo dell’Accordo anche in considerazione delle trasformazioni che hanno investito le Amministrazioni e il Corpo, per di più con l’ampliamento dei compiti istituzionali (FESI= Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali), con particolare riguardo per la valorizzazione dei servizi più gravosi e che comportano maggiori rischi e sacrificio;
  • Semplificarlo e renderlo più snello e facilmente comprensibile e interpretabile;
  • Ridurre, tendenzialmente, le fattispecie che danno titolo all’incentivo (incrementandone gli importi) e la cui proliferazione, col passare degli anni, ha finito per penalizzare gli operatori, i quali per riscuotere gli stessi importi devono raggiungere molti più obiettivi (gli importi complessivi sono determinati a monte e vengo suddivisi per ciascuna fattispecie: più fattispecie si prevedono, meno vengono retribuite e diventa più complicato e faticoso percepire le stesse somme);
  • Nel caso si addivenga a uno schema che miri a incentivare la presenza in servizio, per la UILPA PP vi è l’esigenza di ragionare su una “rivoluzione banale” passando dal conteggio delle presenze (es. minimo 21) al conteggio delle assenze (es. massimo 5) non computando in esse tutte quelle già tradizionalmente individuate per le diverse fattispecie e aggiungendo in quelle già non computabili (da non conteggiare dunque come assenza) i riposi, i giorni non lavorativi in caso di settimana corta, i riposi recupero, il congedo ordinario e i riposi compensativi. Questo perché l’attuale sistema di conteggio penalizza da anni gli operatori più anziani, i quali fruiscono contrattualmente di un maggior numero di giornate di congedo ordinario, così come coloro che per esigenze di servizio non ne hanno goduto interamente gli anni precedenti e debbono fruirne nell’anno di riferimento; analogo nocumento patiscono coloro che fruiscono di riposi compensativi a recupero di lavoro straordinario non retribuito (in contraddizione con coloro, per esempio, che godono della settimana corta e che fanno le cc.dd. lunghe di 12 ore, con recupero il giorno successivo).

A conclusione della riunione, la delegazione di Parte pubblica, prendendo nota delle segnalazioni e delle richieste delle Organizzazioni Sindacali, ha aggiornato il confronto ad altra data, riservandosi di formulare una prima proposta.

 

Gli audio dei principali interventi UIL sono disponibili online.

 

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