Per la UILPA Polizia Penitenziara erano presenti Armando Algozzino e Davide Riggi.
Ascolta qui gli interventi del Segretario Nazionale Armando Algozzino.
Primo intervento
secondo intervento
Comunicato - Nella giornata di ieri, si è svolto l’incontro presso il D.G.M.C, con all’ordine del giorno: le criticità presenti presso gli Istituti penali per i minori.
La nostra delegazione era formata dal Segretario Nazionale UILPA Polizia Penitenziaria, con delega alla Giustizia Minorile, Armando Algozzino e Davide Riggi. L’incontro è stato presieduto dal Presidente Dott. Antonio Sangermano e la Direttrice della Direzione Generale del personale e delle risorse Dott.ssa Silvia Mei, erano presenti anche il Dott. Domenico Dellisanti e altri componenti apicali del Dipartimento.
Entrando nel vivo dell’incontro, il Presidente Sangermano ha illustrato le ragioni della convocazione che, per nostra sorpresa, verteva quasi esclusivamente sulla difficoltà a reperire presso le previste ricognizioni, il personale da inviare in missione nei vari I.P.M. disseminati nel territorio e, in special modo, presso l’attuale Istituto Penitenziario di Bologna “la Dozza” che ospita un reparto adibito a carcere per minori.
Con grande stupore abbiamo appreso che la difficolta di reperire personale, risulta essere la presenza di personale appartenente agli U.E.P.E con carica sindacale, per tali ragioni non si riesce a fare funzionare la macchina dell’Amministrazione della Giustizia Minorile.
Il Presidente, ha chiaramente rappresentato che, per reperire personale bisogna attingere alle unità presenti presso gli U.E.P.E. senza considerare che i veri problemi risultano essere altri e di natura più strutturale, si vedano le piante organiche inadeguate per rendere davvero efficiente la Giustizia Minorile, la mancanza di risorse economiche per garantire che il regime di missione risulti davvero una strada praticabile come misura tampone e soprattutto per un tempo limitato.
Nel nostro intervento abbiamo fatto un’analisi attenta delle vere ragioni e criticità presenti nella Giustizia Minorile, di certo non sono le nomine delle rappresentanze dei lavoratori. (come si può ascoltare nell’audio disponibile sul nostro sito)
Entrando nello specifico, abbiamo rappresentato che la strada della ricognizione per il servizio missione non può essere una soluzione percorribile, specie se non vi è la dovuta copertura economica, infatti, i colleghi non possono anticipare a proprie spese l’onere di un servizio di missione qualora si voglia concedere la propria disponibilità, che sicuramente non è per sempre.
Anzi, in certi casi tale disponibilità non è stata neanche chiesta ed è stato obbligato il personale presente nelle varie articolazioni, in maggioranza quelli in servizio presso gli U.E.P.E in tempi immediati a presentarsi presso la sede indicata in servizio di missione a proprie spese, come se non bastasse già il disagio arrecato al personale.
Abbiamo ribadito che la volontà di attingere personale dagli U.E.P.E. risulta essere una scelta errata e contro producente, visto anche il precedente processo di selezione che ne ha designato gli organici da parte dell’Amministrazione in tempi diversi “neanche dovessero svolgere servizio presso la N.A.S.A.” adesso le esigenze sono altre, si possono prendere ovunque.
La UILPA Polizia Penitenziaria ha sottolineato che, noi facciamo sindacato, il nostro mandato è difendere i diritti dei lavoratori, non interpretare gli umori del momento e colmare le mancanze dell’Amministrazione della Giustizia Minorile con provvedimenti tampone e che costano ai contribuenti e, in prima battuta ai nostri colleghi, in termini economici e in termini personali nei rapporti famigliari e lavorativi.
Nel nostro intervento, abbiamo sottolineato che la coerenza del mandato ci porta a difendere il personale da una condotta che non trova ragione di essere risolutiva nel lungo termine, ma necessita di una più articolata risposta che deve essere presa in tavoli congiunti con l’Amministrazione Penitenziaria tutta, quella dei Minori e quella degli Adulti, unitamente alla politica che deve occuparsi seriamente dell’emergenza carceri di questo Paese.
Abbiamo rappresentato al Presidente che, in tempi di emergenza di sovraffollamento così generalizzato della popolazione detenuta, la scelta funzionale è quella di potenziare le strutture come gli U.E.P.E al fine di rendere davvero efficace l’azione deflattiva qualora effettivamente praticabile per quei detenuti dal ridotto fine pena e che possono contare su una rete sociale presente e che davvero consenta un potenziale reinserimento nella società.
Infine, abbiamo precisato che, nonostante tutti gli eventuali buoni propositi che il Presidente Sangermano possa avere, quest’ultimo non ha la bacchetta magica che gli consenta di poter moltiplicare il personale come fu fatto per “i Pani e i Pesci”.
Pertanto, siamo fermamente contrari allo spostamento del personale da ogni varia articolazione e non permettiamo che il denaro pubblico possa essere speso senza una adeguata razionalizzazione delle risorse disponibili.
Il nostro mandato è difendere e rappresentare i diritti dei lavoratori, su questo la UILPA Polizia Penitenziaria non ha nessun dubbio di sorta.
Vi aggiorneremo sugli eventuali sviluppi della vicenda.
Il Segretario Nazionale
Armando Algozzino



