Ascolta qui l'intervento del Segretario Generale Gennarino De Fazio
Ultim'Ora - In tarda mattinata, alla presenza del Sottosegretario Delmastro, si è tenuta al DAP una riunione per discutere del recente varo, da parte del Governo, del c.d. “decreto sicurezza”.
Per l’Amministrazione, alla riunione hanno preso parte anche il Capo DAP, De Michele, il Vicecapo, Parisi, la DG del Personale, Russo, il Vice DG del Personale, Zaccariello, e altri dirigenti.
Dopo l’introduzione della Parte pubblica, la delegazione UILPA PP, per la parte che afferisce direttamente alla Polizia penitenziaria, ha manifestato condivisione per molteplici delle misure annunciate (a oggi non è ancora disponibile un testo ufficiale).
Bene alcune statuizioni a tutela della sicurezza collettiva, delle persone e degli appartenenti alle Forze dell’Ordine. In attesa di verificarne l’esatta portata pratica, bene il “velo” (non certo di “scudo” si tratta) penale, nella giusta direzione gli interventi sull’assetto organizzativo del Corpo di polizia penitenziaria e sulla proroga delle procedure concorsuali semplificate.
Tuttavia, la UIL ha sottolineato che alcuni degli effetti del decreto, al di là di qualsiasi disquisizione di merito, avendo ricadute dirette sul numero dei detenuti, si riverseranno ancora sui carichi di lavoro della Polizia penitenziaria già oggi insostenibili.
Inoltre, ha fatto presente che quanto accaduto al poliziotto aggredito a martellate a Torino e che ha, giustamente, suscitato l’indignazione di tutto il Paese, almeno quello sano, si verifica quasi quotidianamente nelle carceri, nelle quali si registrano oltre 3.400 aggressioni all’anno.
Basti pensare che mettendo insieme Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza si verifica una aggressione ogni 100 operatori, mentre per i Poliziotti penitenziari il rapporto è di un aggredito ogni 11 agenti. In altre parole, la Polizia penitenziaria subisce aggressioni quasi per 10 volte rispetto a tutte le altre Forze di Polizia messe insieme.
In questo quadro, per la Polizia penitenziaria e, più in generale, per le carceri vanno assunti provvedimenti specifici e di maggiore impatto.
Anche il c.d. “atto dovuto” (che per le altre FF.PP. produce l’iscrizione nel registro degli indagati in caso di uso legittimo delle armi), per gli appartenenti alla Polizia penitenziaria si traduce nell’essere sottoposti a procedimento penale con l’infamante accusa di tortura ogni qualvolta sono costretti, proprio malgrado, a intervenire in adempimento di un dovere per ripristinare l’ordine e la sicurezza o anche solo per difendersi.
La maggioranza di Governo e il Ministro Nordio in prima persona si erano impegnati a modificare il reato di tortura: manca un anno a fine legislatura, è bene che si faccia.
Ma è urgente che si mettano anche in legalità le carceri, per ridare funzionalità, ma pure credibilità, all’intero sistema.
La UILPA PP ha inoltre evidenziato contrarietà alle modifiche al codice di procedura penale che consentiranno agli agenti di polizia giudiziaria di garantire le attività connesse alle udienze in videoconferenza, laddove sarebbe preferibile aumentare gli ufficiali di polizia giudiziaria anche attraverso opportuni correttivi al riordino delle carriere (“… è come se per l’insufficienza dei medici si consentisse agli infermieri di effettuare operazioni chirurgiche”, ha detto la UIL).
Ancora, la UILPA PP ha espresso soddisfazione per la norma che consentirà all’Amministrazione penitenziaria di rinunciare al recupero delle somme erroneamente corrisposte a titolo di indennità per servizi esterni, ma ha evidenziato che questa non può essere la soluzione definitiva, essendo necessario un compendio delle molteplici disposizioni emanate sulla materia nel tempo utile a definirne l’esatto perimetro applicativo non lasciando troppi margini interpretativi all’inventiva, talvolta pindarica, delle singole direzioni.
Su questo punto il Sottosegretario Delmastro ha invitato l’Amministrazione a procedere in tal senso e si è concordato che a brevissimo sarà aperto anche uno specifico tavolo di confronto con le Organizzazioni Sindacali legittimate.
In chiusura di riunione, dopo specifica richiesta della UIL, è stato comunicato che il corso di formazione per vice commissario in atto avrà termine, dopo l’Annuale del Corpo di polizia penitenziaria, verso la fine del prossimo mese marzo.
L’audio del principale intervento UIL è disponibile online.



