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Nella mattinata odierna, le scriventi 00.SS. di Polizia Penitenziaria venivano a conoscenza di un imminente incremento, presso il locale istituto penitenziario, di un numero considerevole di detenuti provenienti, causa sfollamento, dagli istituti del Triveneto.
Si parla di almeno SO detenuti che uniti a quelli già ristretti nel penitenziario cittadino, porterebbero il numero complessivo ad oltre 350 ristretti.
Ciò comporterebbe, come più volte denunciato, notevoli problemi di carattere gestionale che, congiunti all'esiguo numero di unità di Polizia Penitenziaria in forza al carcere di Spini di Gardolo, porterebbe l'intero sistema in brevissimo tempo al collasso.
Ne consegue che le difficoltà maggiori derivano dall'allocazione degli stessi, risulta inevitabile installare necessariamente letti a castello, riduzione degli spazi comuni e diminuzione di offerte di attività trattamentali, sino ad oggi fiore a Il' occhi e Ilo dell'istituto.


Quanto rappresentato, ovviamente, preoccupa notevolemte le 00.SS.
perché inevitabilmente comporterà un aumento del clima di tensione tra i ristretti.
In ultimo, la decisione di far confluire presso l'istituto di Trento un numero così considerevole di detenuti, { la nuova capienza stabilita dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di Roma, ne prevederebbe addirittura 418 ! ! ! !), appare in netto contrasto con l'accordo sottoscritto, sin dall'apertura del nuovo carcere, tra il Governo Nazionale e l'Amminist razione Provinciale, il quale stabiliva una capienza massima pari a 250 detenuti.
A tal proposito, giova evidenziare che l'allora Presidente Lorenzo DELLA!, alla paventata notizia diffusasi nel giugno 2011, circa l'incrementazione di detenuti da destinare a Trento, citava alle testate giornalistiche locali" Dichiarazione di guerra".

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