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Roma, 22 Ott. – “Le dichiarazioni del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rilasciate a Sky Tg24, circa la possibilità di allocare detenuti minorenni in settori di carceri per adulti destano fortissime preoccupazioni per l’intera tenuta del sistema, già di per sé sull’orlo del baratro. Che gli istituti penali per minorenni siano sotto fortissima pressione, specie dopo l’entrata in vigore del c.d. decreto Caivano, lo denunciamo da tempo e che lo saranno ancora di più con l’introduzione dell’ultimo decreto sicurezza varato l’altro ieri dal Governo è, più che una condivisibile previsione, un dato di fatto. Ma ipotizzare che ristretti del circuito minorile possano essere allocati nelle carceri per adulti, già con il 143% di sovraffollamento e con una serie di problematiche ulteriori, appare suscettibile di mandare il default organizzativo e operativo l’intero apparato”.

            Lo dichiara Gennarino De Fazio, Responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.

         “Nel 2014, sotto la scure della CEDU che l’anno prima proprio a causa del sovraffollamento penitenziario aveva condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante nei confronti dei reclusi, per deflazionare le presenze nel circuito per adulti è stata innalzata l’età di allocazione negli istituti penali per minorenni da 21 a 25 anni, ora non si torna neppure indietro, ma addirittura si pensa a soluzioni tampone con carattere di promiscuità che, come già sperimentato peraltro a Bologna, avranno inevitabili ripercussioni sia sulla vivibilità delle strutture, sia sull’organizzazione dei servizi trattamentali nei confronti dei detenuti, sia, e ancor di più, sul carico di lavoro e l’operatività del Corpo di polizia penitenziaria già allo stremo. Attualmente sono circa 560 i detenuti negli istituti penali per minorenni a fronte di una capienza di 643 posti, ma con una distribuzione non omogenea, così come eterogenei sono i servizi e le attività offerte ai minori, mentre i reclusi nelle carceri per adulti ammontano a ben 66.187 a fronte di 46.322 posti e con punte di sovraffollamento che in alcune realtà superano di gran lunga il 200%. Tutto ciò con almeno 20mila agenti mancanti al fabbisogno effettivo della Polizia penitenziaria e con le carenze che paradossalmente sono relativamente più pesanti proprio negli IIPPMM”, spiega il rappresentante della UIL FP PP.

         “Piuttosto che provvedimenti estemporanei che potrebbero produrre più effetti collaterali che benefici, è ormai inevitabile pensare a un progetto complessivo di riforma dell’intero sistema d’esecuzione penale per favorire il quale, però, sono evidentemente necessarie e non più procrastinabili misure tangibilmente deflattive della densità detentiva, per potenziare compiutamente gli organici della Polizia penitenziaria rilanciando altresì la formazione, per implementare, ristrutturare e ammodernare gli edifici. Si apra subito un tavolo di confronto, noi siamo disponibili come sempre e senza pregiudizi a offrire il nostro contributo di idee, proposte ed esperienza”, conclude De Fazio.