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Comunicato stampa del 28 ottobre 2026 - Carceri: Mamone, 2.700 ettari di potenzialità inespresse  

Roma, 28 Ott. – “2.700 ettari di estensione territoriale, 800 metri di dislivello, 8 diramazioni, frutteti, oliveti, arnie, ovili, stalle, scuderia, officine, caseificio, cantina, 188 detenuti, enormi potenzialità per la maggior parte inespresse e sostanziale stato di abbandono che si protrae da decenni. Questo il panorama, non solo in senso metaforico, a tinte contrastanti che si è presentato alla vista della delegazione della UIL FP Polizia Penitenziaria, composta anche dal Segretario Regionale della Sardegna, Michele Cireddu, e dai Dirigenti territoriali di Nuoro, Gian Luigi Pessei e Mario Casula, che ieri ho condotto in un sopralluogo presso la Casa di Reclusione di Mamone”.

Lo dichiara Gennarino De Fazio, Responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.

“La Casa di Reclusione di Mamone, nata come colonia agricola, mantiene tuttora la sua peculiare vocazione, ma deve scontare evidentemente il prezzo di politiche miopi che l’hanno portata negli anni a vedere svilite moltissime delle sue potenzialità, tanto che il ‘Paesello’ interno, un tempo con scuole, ufficio postale, caserma dei Carabinieri e molto altro, è ormai ridotto a ruderi, mentre delle 8 diramazioni ben 3 sono dismesse e quelle attive o in ristrutturazione presentano molte pecche evidenti anche sotto il profilo meramente abitativo, basti pensare alle stanze (celle) per i detenuti che possono arrivare fino a 14 posti letto con un solo bagno. Ma la situazione non è certo migliore per il personale, insufficiente negli organici, 103 agenti assegnati, compresi quelli del Servizio a cavallo, quando ne necessiterebbero almeno 180, costretto a spostarsi frequentemente fra le varie diramazioni, distanti dalla Centrale fino a 14 chilometri, non potendo essere tutte costantemente presidiate, con la consequenziale  impossibilità di vigilare in maniera continua sulle attività dei ristretti connesse ai vari  progetti, che oltre a incidere negativamente sulla sicurezza complessiva, espone a vari rischi. Pure gli edifici dove alloggiano gli agenti presentano moltissime pecche e già a prima vista paiono di dubbia salubrità e sicurezza. Tutto ciò a dispetto dell’encomiabile impegno, della progettualità e delle indubbie capacità del Direttore, Vincenzo Lamonaca, peraltro proveniente dai ruoli della Polizia penitenziaria”, spiega il rappresentante della UIL FP PP.

“Quando si discetta, soprattutto nei convegni o a favore di telecamere, di finalità rieducativa della pena, di lavoro per i detenuti, di abbattimento della recidiva, di senso e umanità della detenzione, più che ad astrazioni filosofiche occorrerebbe fare riferimento a queste realtà concrete che andrebbero rese modello virtuoso e che rimangono quantomeno sottoutilizzate e a lunghi tratti, come detto, abbandonate. Noi pensiamo che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Ministero della Giustizia, il Governo e, per la parte di competenza, la Regione Sardegna dovrebbero assecondare pragmaticamente e compiutamente quella che vorremmo definire la ‘visionarietà’ del Direttore investendo in risorse economiche e umane necessarie a sfruttare appieno, nell’alveo dell’art. 27 della Carta costituzionale, le potenzialità del territorio e a garantire una produttività sufficiente a valorizzare la ratio di un simile insediamento. Altrimenti, a nostro avviso, il gioco potrebbe non valere la candela, specie se in ‘gioco’ sono le risorse pubbliche, i sacrifici della Polizia penitenziaria e il destino dei reclusi”, conclude De Fazio.

visita_mamone.pdf

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