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Di seguito la nota UIL 8552 inviata con urgenza al vertici del DAP e am Ministro della Giustizia.

Ripetutamente, quanto vanamente, questa Organizzazione Sindacale ha rappresentato le immani difficoltà operative e persino nell’accesso (prima ancora che nell’esercizio) degli operatori anche ai diritti fondamentali che si registrano un po’ ovunque sul territorio.

Iteratamente, ma sempre infruttuosamente, la UILPA Polizia Penitenziaria ha anche chiesto di potersi confrontare con la S.V. e, più in generale, con i vertici del DAP sull’eventuali misure e accorgimenti da adottare per far fronte a numerose problematiche emergenti, le quali si sovrappongono a quelle ataviche e stratificate che caratterizzano l’Amministrazione penitenziaria.

Anche al di là delle denunce e delle richieste di chi scrive, non si sono peraltro osservati interventi pragmatici che possano in qualche modo far fronte alle necessità contingenti, pure riorganizzando i processi dopo la formalizzazione del taglio agli organici, cristallizzata con il D.Lgs. n. 95/2017, e che evidentemente impone risoluzioni conseguenti non potendosi più addurre, in molti casi, carenze di risorse umane che laddove persisteranno saranno comunque ridimensionate e, soprattutto, difficilmente colmabili.

In questo quadro, dette problematiche continuano ad acuirsi sia per l’accentuarsi delle cause che ne sono all’origine sia per l’incessante logorio psicofisico a cui sono sottoposti gli operatori, che evidentemente ne riduce la reattività e la resistenza, e dilagano ormai le iniziative di protesta in ogni dove.

Senza stilare l’elenco delle azioni di sensibilizzazione e protesta in atto su tutto il territorio nazionale, nelle certezza che è già nella disponibilità della S.V., si ritiene sia emblematica e possa in qualche modo rappresentarle tutte quella spontanea in atto presso l’isola di Gorgona.

È di tutta evidenza che la gestione di una sezione distaccata della Casa Circondariale di Livorno in territorio insulare, al pari di altre realtà site in territori disagiati, dovrebbe riscuotere un’attenzione particolare. Al contrario si ha la percezione che la struttura e, soprattutto, gli operatori che vi prestano la loro diuturna opera siano pressoché abbandonati a loro stessi.

Oltre alle note e gravissime carenze che vanno anche di là di quelle organiche, strutturali, organizzative, logistiche, etc., persiste l’intollerabile difficoltà nell’approvvigionamento idrico ed è di questi giorni la limitazione delle corse delle motovedette, dovuta probabilmente anche all’avaria di una di esse, a una sola giornaliera che di fatto pone gli operatori in uno stato di “semilibertà” o di “soggiorno obbligato” , se non prossimo a quello di “sequestro” .

Approssimandoci alle giornate centrali della stagione estiva, non vorremmo dunque che il vortice ormai innescatosi risucchiasse negl’inferi il sistema e, con esso, gli operatori che paiono ormai l’unico indice vitale di un’amministrazione agonizzante e insensibile alle terapie le quali, frutto di autodiagnosi, con l’intento di risultare non invasive rischiano di rivelarsi del tutto inefficaci.

Per l’ennesima volta dunque, si fa appello alla S.V. affinché voglia compiutamente farsi carico delle vicissitudini segnalate ed impartire urgenti direttive, a questo punto anche di natura tampone e che consentano di superare l’estate in attesa di provvedimenti strutturali, consegnando nuovamente la disponibilità di questa Organizzazione Sindacale a fornire il proprio contributo di idee e proposte qualora l’Amministrazione, sia al centro sia in periferia, volesse avviare un serrato e specifico un confronto.

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