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Nota n. 8738  -  Da tempo presso la Casa di Reclusione di Augusta si registrano relazioni sindacali conflittuali tra il Direttore dell’Istituto e alcune OO.SS., tra le quali la UIL. 

Relazioni sindacali caratterizzate da una forte contrapposizione tra organizzazioni sindacali rappresentative che in qualche modo condiziona i rapporti tra di loro e con la direzione dell’Istituto, al punto che le trattative vengono realizzate a tavoli separati.

Dal canto suo l’azione della Direzione non sembra essere neutrale rispetto alle diatribe sindacali, ma anzi appare nutrire del risentimento nei confronti della UIL.

Giusto per fare un esempio si segnala il recente caso relativo alla discussione sui criteri per la realizzazione del piano ferie estivo, laddove il Direttore dopo aver proceduto ad effettuare l’esame congiunto con il primo tavolo di confronto si presenta al confronto con il secondo includendo nella delegazione di parte pubblica un dirigente sindacale di una sigla sindacale componente dell’altro tavolo.

Nel corso della riunione la UIL per il tramite di Segretario Nazionale presente al confronto, unitamente alle altre presenti, ha rilevato l’anomala presenza che, evidentemente, realizzava una posizione di privilegio di una O.S. rispetto alle altre e per questo ha abbandonato il tavolo delle trattative chiedendo il tavolo superiore a garanzia della neutralità dell’Amministrazione e proclamando lo stato di agitazione.

Alla richiesta non è giunto alcun riscontro da parte del Provveditore Regionale e non è dato sapere di eventuali sue intercessioni nei confronti del Direttore. Unico riscontro quello della Direzione che afferma l’inesistenza di violazioni di legge nella propria condotta e che la composizione della delegazione di parte pubblica è una sua esclusiva prerogativa.

Se è vero come lo è che non vi è alcuna inosservanza è altrettanto vero, però, che la funzione dirigenziale dovrebbe essere scevra da possibili condizionamenti, caratterizzata da imparzialità e rispettare il principio del buon andamento dell’amministrazione pubblica.

Nella circostanza, invece, non si è voluto evitare una eventuale e possibile influenza da parte di altra O.S., determinata appunto da un indiretto coinvolgimento che dimostra rapporti se non particolari, quanto meno inopportuni.

In quest’ottica, quindi, ben venga la normativa che impone alle Amministrazioni Pubbliche la rotazione dei dirigenti per evitare un potenziale conflitto d’interessi, che nella circostanza è tra alcuni sindacati e l’interesse pubblico.

La finalità che quella norma si pone, infatti, è una misura organizzativa preventiva finalizzata a limitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie, conseguenti alla permanenza nel tempo di determinati Dirigenti nella medesima funzione.

Ragione per cui, essendo sedimentata da molti anni la presenza del medesimo Dirigente alla guida dell’istituto in questione ed essendo in corso le procedure di mobilità degli stessi, il nostro auspicio è quello che si voglia determinare un rinnovamento nella guida dell’Istituto.

Un provvedimento che noi riteniamo utile e opportuno al fine di poter realizzare una partecipata rinnovata e attuabile organizzazione del lavoro.

Nell’occasione si porgono distinti saluti. F.to: Il Segretario Generale Angelo Urso

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