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Nota congiunta - Signor Presidente, le scriventi OO.SS., che rappresentano la stragrande maggioranza del personale appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria e che hanno già avuto modo di lanciare l’allarme sulla situazione emergenziale delle carceri italiane anche in occasione di un breve incontro tenutosi prima della fine dell’anno con la S.V., tornano a chiedere a codesto Premier un urgentissimo confronto, ritenendo necessario poter contribuire alla individuazione delle più idonee misure da adottare in relazione all’emergenza sicurezza, da cui consegue anche la tutela della sicurezza sanitaria dei detenuti ristretti nelle carceri italiane. Dopo che le ripetute richieste di ascolto avanzate al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede non hanno determinato lo stesso Guardasigilli ad assumere iniziative atte a tutelare l’incolumità degli agenti di Polizia Penitenziaria, destinatari di sistematiche aggressioni che altro non erano che un segno premonitore della assoluta inadeguatezza del sistema di sicurezza e della fragile tenuta del rispetto della legalità nelle carceri della Repubblica, motivo per cui si è ritenuto di sospendere le relazioni sindacali con lo stesso e con il vertice del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la presente scaturisce dal precipitare degli eventi drammatici che hanno visto le carceri italiane assurgere alle cronache di tutto il mondo con morti, feriti e danni ingenti a fare il paio con l’assenza di interventi decisi e fermi da parte di chi aveva la responsabilità di intervenire. Ad avviso delle scriventi OO.SS., infatti, vi è il fondato timore che quanto è accaduto nei giorni scorsi rischia di ripetersi con effetti ancor più devastanti qualora l’emergenza coronavirus dovesse presentare una escalation di casi all’interno delle sezioni detentive e tra il personale in servizio nelle stesse. E’ di tutta evidenza che non sono affatto soddisfacenti le misure adottate sino ad ora, a cominciare dalle dotazioni DPI che risultano fortemente limitate e fornite una tantum rispetto alle reali esigenze giornaliere di copertura del servizio svolto dagli agenti nelle carceri, fino alle notizie fuorvianti circa un implemento nella dotazione organica del Corpo di polizia penitenziaria che, invero, consiste solo nella immissione in ruolo di unità che vanno a coprire in parte il turn over (questo formato da agenti andati in quiescenza lo scorso anno e da altri riformati per inidoneità al servizio), così pure non è rassicurante e desta ulteriore preoccupazione l’assenza di notizie sulle concrete misure di sostegno che il Governo starebbe adottando in favore delle forze dell’ordine e destinate più precisamente al sistema carceri. Per quanto sopra accennato, non possiamo che ribadirLe la richiesta di un urgente confronto allo scopo di illustrare le misure che si rendono urgentissime e non procrastinabili per restituire credibilità al sistema penitenziario e consentire al personale di operare nella massima sicurezza e tutela per la propria integrità psicofisica soggetta ad enormi pressioni dovute anche all’emergenza sanitaria che ad oggi fortunatamente non ha ancora avuto ancora gli effetti che potrebbe avere se non si adotteranno specifiche misure straordinarie. Nel restare in attesa di un cortese riscontro, affinché i contenuti degli emanandi nuovi provvedimenti possano contenere misure per quanto possibile più idonee a stabilizzare il sistema penitenziario, si porgono cordiali saluti.-

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