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Nota 9750 - Gentile Direttore Generale, com’è noto, nel corso degli ultimi anni e anche sotto la gestione della S.V., notevole è stato lo sforzo compiuto, sotto diversi profili, al fine di regolarizzare una molteplicità di posizioni amministrative di operatori del Corpo di polizia penitenziaria stabilmente impiegati in sede diversa da quella cui erano effettivamente assegnati.

Ciò è stato peraltro realizzato attraverso il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali, le quali sono state talvolta “sentite” sui singoli temi e, da ultimo, chiamate ad un vero e proprio “Accordo per la stabilizzazione del personale del Corpo di polizia penitenziaria distaccato da lungo tempo negli Istituti penitenziari per motivi di servizio e per gravi motivi”.

Tuttavia, si registrano ancora una serie di ritardi, anche notevoli, nonché una sequela di provvedimenti, talvolta adottati dal centrale DAP talvolta dalle articolazioni Provveditoriali, di ulteriore precarizzazione e che rischiano di trasformare lo sforzo cui si è fatto cenno in vere e proprie fatiche di Sisifo.

Peraltro, se – al di là del vincolo di cui all’art. 97 della Carta costituzionale – tutto ciò può essere evidentemente accettato dall’Amministrazione penitenziaria, certamente non può essere tollerato da questa Organizzazione Sindacale, che sente il dovere di investire le energie, il tempo e le risorse economiche messe a disposizione dagli iscritti (mediante versamenti volontari) in più lungimiranti attività, finalizzate al raggiungimento di obiettivi ben individuati e in tempi certi che consentano di efficientare la macchina organizzativa e operativa, favorire razionalità, imparzialità e trasparenza, migliorare le condizioni di lavoro e di vita di ogni singolo operatore.

In altre parole, non si vorrebbe che, in un Natale di loockdown e di restrizioni al convivio fra amici e familiari, l’unico gioco di società consentito fosse quello dell’Oca, in un DAP (complessivamente inteso) in cui si ritorna sempre alla casella di partenza.

Difatti, se da un lato non si ricevono da settimane informazioni circa lo stato di avanzamento delle procedure di stabilizzazione di cui all’Accordo del 14 settembre 2020 e, mentre si ha comunque contezza dell’emissione dei provvedimenti per gli operatori distaccati con dispositivo emesso dal DAP, nulla è dato sapere per gli appartenenti al Corpo la cui assegnazione temporanea è stata a suo tempo disposta dai Provveditorati regionali, dall’altro permangono ancora irrisolte e precarie le posizioni amministrative di coloro che sono impiegati nei distaccamenti dei PPRRAAPP, così come degli appartenenti al Corpo già assegnati alle CCOORR infaustamente soppresse.

Come se non bastasse, si assiste – sia a livello centrale sia a livello periferico – a una miriade di bandi di interpello e conseguenti assegnazioni temporanee in violazione a qualsiasi regola.

Ma v’è di più. Negli ultimi mesi e settimane, non è infrequente osservare quello che ha tutte le sembianze di un ossimoro concettuale: operatori stabilizzati presso i Servizi Aeroportuali, alle dipendenze degli UUSSTT dei PPRRAAPP, sul presupposto che vi erano di fatto impiegati da tempo e ve ne fosse l’esigenza operativa, vengono distaccati in istituti penitenziari (es., Venezia) o impiegati nella sede del PRAP, qualche volta come portinai, (es., Catanzaro). In quest’ultima circostanza, peraltro, avendo il Servizio Aeroportuale sede nel comune di Lamezia Terme e il PRAP nel comune di Catanzaro e dovendo avere gli operatori in questione un’assegnazione certa, si pone anche un’evidente questione relativa al riconoscimento del trattamento economico di missione.

         Da ultimo, ma non certo per importanza, va definita l’annosa vicenda che riguarda le dotazioni organiche e le conseguenti assegnazioni alle Scuole di Formazione e agli Istituti d’Istruzione.

         In relazione a tutto quanto sopra, pertanto, nel richiedere cortesi e circostanziate informazioni per ciascuno degli argomenti suesposti, si prega la S.V. di voler calendarizzare un confronto complessivo che consenta di addivenire a una precisa road map capace di risolvere e porre fine alla precarizzazione degli operatori e, con essi, del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nella sua interezza.

         Nell’attesa, molti cordiali saluti.

        

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