Nota n. 10.907 - Nonostante il copioso carteggio indirizzato nei mesi scorsi alla Direzione generale del personale e ad altri uffici del DAP, finalizzato a ottenere doverose e circostanziate notizie a riguardo degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria impiegati presso la struttura penitenziaria, vuota, di Gjadër (Albania) e, in particolare, il criterio d’individuazione, il numero, le qualifiche, il genere, la sede di provenienza, la data di inizio e di fine del servizio di missione internazionale, il trattamento economico, la situazione alloggiativa, con precipuo riferimento ai dettami dell’Accordo Nazionale Quadro del 5 ottobre 2023, non è sinora pervenuto di qualsivoglia riscontro.
Peraltro, sembrerebbe che a qualche operatore, pur individuato dai competenti uffici per essere inviato a prestare servizio a Gjadër, verrebbe impedito di raggiungere la sede di missione a causa delle resistenze della Direzione di appartenenza, anche qui senza una logica e procedure chiare e predeterminate.
Specie in un contesto dove in centri immaginati per realizzare rimpatri rapidi di immigrati irregolari, in oltre un anno, l’unico rimpatrio degno di nota pare essere stato perpetrato ai danni di un agente del Corpo di polizia penitenziaria fatto rientrare anzitempo da Gjadër alla sede di provenienza per il “sospetto” che interloquisse con il Sindacato.
Nell’allegare, dunque, le precedenti missive, si sollecita la S.V. a fornire cortese e urgentissimo riscontro, ponendo fine a una sorta di oscurantismo senza precedenti e certamente poco edificante, nell’ulteriore, residua speranza che almeno questa materia non venga sottoposta a chissà quale tipo di segreto.
Si auspica altresì che le doverose notizie reclamate possano pervenire regolarmente in futuro, pur essendo ben consci che nel quadro attuale potrebbe trattarsi di una mera illusione.
Nell’ostinata, instancabile attesa, distinti saluti.