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Ascolta qui l'intervento del Segretario Generale Gennarino De Fazio:

 

Oggi pomeriggio, in video-conferenza, si è tenuto l’esame sulle bozze di provvedimento per la disciplina del conferimento degli incarichi ai Dirigenti Superiori e Primi Dirigenti (DM), nonché ai Dirigente e Dirigenti Aggiunti (PCD) del Corpo di polizia penitenziaria.

La riunione è stata presieduta dal DGPR Parisi, affiancato dall’omologo del DGMC, Cacciapuoti, e coadiuvati dai rispettivi staff.

La UILPA PP, muovendo dagli schemi di provvedimento predisposti dall’Amministrazione, dopo aver per l’ennesima volta evidenziato i gravissimi ritardi su materie connesse (a partire proprio dall’individuazione dei posti di funzione di cui si discute la disciplina del conferimento degli incarichi), ha in premessa rappresentato l’inopportunità del varo di due atti distinti, peraltro anche di portata diversa nella gerarchia delle fonti. Ciò, infatti, di certo non favorirà una visione e conseguente gestione unitaria della dirigenza, ma introdurrà ulteriori elementi di frammentazione relegando per di più i Dirigenti e i Dirigenti Aggiunti in una posizione deteriore, al di là della gradazione della qualifica dirigenziale.

Del resto, se la scelta di parcellizzare i provvedimenti fosse stata determinata dalla necessità di conseguire con celerità la codificazione delle regole per il conferimento degli incarichi ai Dirigenti e ai Dirigenti Aggiunti, ciò sottintenderebbe una scarsa attenzione del Ministero della Giustizia al suo Corpo di polizia, di cui peraltro abbiamo più che un fondato sospetto, che per la sua gravità porrebbe in secondo piano la stessa materia di cui si dibatte.

Nel merito dei due schemi, peraltro marginalmente dissimili, la UILPA PP ha formulato alcune osservazioni e richieste, di cui si riportano sinteticamente le principali:

  • All’art. 4, punto 5 (per entrambe le bozze), il colloquio con il Direttore generale deve trovare una disciplina certa, nel senso che o lo si prevede per tutti i candidati o lo si omette completamente. La scelta discrezionale, oltre a non essere sinonimo di trasparenza, potrebbe prestare il fianco a utilizzi strumentali;
  • Dall’art. 7 dello schema di DM e 6 della bozza di PCD, devono essere espunti, ai fini dell’attribuzione del punteggio, quegli incarichi che non possono essere attribuiti ai dirigenti sindacali; lasciarli significherebbe penalizzare nello sviluppo di carriera di quanti ricoprano incarichi statutari in seno alle OO.SS., tanto da potersi persino configurare quale condotta antisindacale;
  • Va risolta la gravissima e ingiustificabile sperequazione che deriva dalle sedi accorpate, dove peraltro in alcune circostanze vi sono due Comandanti del Reparto, pur figurando un solo istituto penitenziario (classificato come unitario ai fini della determinazione del livello di rilevanza), e in una realtà vi è un solo Comandante, a cui non viene riconosciuto il doppio incarico. Lo soluzione è peraltro a portata di mano, atteso che entro giugno dovrà essere modificato, con procedura semplificata, il Regolamento di Organizzazione del Ministero della Giustizia (per la creazione di un nuovo dipartimento, nonché per la strutturazione della riesumata DG Beni e Servizi, e, ci auguriamo, per la realizzazione delle due Direzioni Generali di pertinenza del Corpo di polizia penitenziaria), basterà scindere nuovamente gli istituti accorpati, da cui non sono conseguiti risparmi, ma probabilmente maggiori costi, pur a invarianza di posti di funzione complessivi.

In conclusione, l’Amministrazione ha preso nota delle diverse rivendicazioni delle Organizzazioni Sindacali riservandosi di recepirle.

            La registrazione audio del principale intervento UIL è disponibile online.

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