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Non avrei voluto cominciare il mio nuovo incarico alimentando una sterile contrapposizione con altre OO.SS. soprattutto su questioni che dovrebbero unire piuttosto che dividere, ma quando si è tirati per la giacchetta evidentemente bisogna pure rispondere.

Se c’è una materia sulla quale tutti dovremmo essere d’accordo questa è sicuramente quella del contratto, scaduto ormai da sei anni, ma nonostante ciò qualcuno ritiene di dover alimentare disgregazioni anche quando non serve.

 

Va bene che siamo ad Ottobre, stagione nella quale tutti si svegliano, e dove ognuno teme di perdere i propri iscritti ma noi siamo convinti della bontà delle nostre azioni e quindi non dobbiamo buttare fumo negli occhi dei colleghi.

Senza nulla togliere all’efficacia che può aver avuto la manifestazione del 15 ottobre dei sindacati autonomi è bene ricordare a quel qualcuno che “gli altri” tra i quali ovviamente c’è anche la UIL è da tempo che portano avanti strategie utili a salvaguardare gli interessi dei pubblici dipendenti e della Polizia Penitenziaria, anche quando loro stavano comodamente seduti in poltrona (forse in attesa del mese di Ottobre).

Sui trattamenti economici “gli altri” è dal 2014 che esercitano pressioni sul Governo al punto che il primo risultato raggiunto fu quello dello sblocco del tetto salariale annuo, degli avanzamenti e degli assegni di funzione.

Nel frattempo sempre “gli altri” hanno realizzato una grande manifestazione a Roma di tutto il pubblico impego (novembre 2014 con la presenza di Barbagallo segretario generale della UIL), dove noi eravamo presenti, invitando il governo a dare avvio al rinnovo dei contratti.

A dicembre dello stesso anno la UIL PA unitamente ad altra organizzazione sindacale (noi c’eravamo ancora) ha realizzato manifestazioni territoriali per sollecitare il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

Se oggi si può parlare di rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici (tra i quali figurano le forze di Polizia) è grazie al fatto che “altri” (UIL compresa), mentre realizzavano le predette proteste, hanno portato avanti un’azione giudiziaria che ha favorito la sentenza della Consulta (24 giugno 2015) che ha dichiarato appunto incostituzionale il blocco dei rinnovi contrattuali perpetrato dal Governo.

Le pressioni esercitate “dagli altri” sono quelle che sicuramente hanno contribuito allo scopo e a tal proposito basta visitare tutti i siti della UIL per prenderne atto (www.uil.it, www.uilpa.it, www.polpenuil.it) e comprendere quali sforzi sono stati profusi per far sì che il Governo stanziasse i fondi per il rinnovo dei contratti nella legge di stabilità, che come noto viene presentata in questo periodo.

Nel frattempo ovviamente coloro i quali prima erano comodamente in poltrona hanno avuto tutto il tempo per organizzare una manifestazione (ad ottobre) per rivendicare il rinnovo del contratto (ma questo per effetto della citata sentenza deve avvenire per forza) e dire che le risorse sarebbero insufficienti.

Per dire ciò noi non abbiamo certo bisogno di fare una manifestazione, perché come tutti sanno è da giorni che la UIL a tutti i livelli dichiara agli organi di stampa e alle TV che le previsioni del Governo (300 milioni di euro) sono assolutamente inadeguate.

“Gli altri” pur commentando le indiscrezioni aspettano di conoscere nel dettaglio i contenuti della legge di stabilità per poi eventualmente attuare tutte le forme di pressione necessarie (manifestazioni comprese) utili a modificarne i contenuti che, almeno per quando ci riguarda, si esercitano durante la fase del dibattito in aula e non ad Ottobre.

Qualcuno, quindi, prima di chiedersi dove erano gli altri avrebbe quanto meno dovuto domandarsi dove sono stati loro fino ad oggi.

Riflettete gente loro sono sempre gli stessi, sono quelli che ogni anno ad ottobre parlano del contratto, del riordino delle carriere, del riallineamento ecc…….

Angelo Urso

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