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Ci rivolgiamo al Direttore del Giornale “Il Capoluogo.it” che ieri ha pubblicato questa notizia e le dichiarazioni rilasciate dal Signor Giulio Petrilli che tanto sdegno e rabbia hanno suscitato nei confronti di tutta la Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Terni.

L’opinione pubblica deve sapere, deve conoscere realmente, quello che ogni giorno i poliziotti penitenziari fanno, in prima linea, sempre…

Il lavoro quotidiano, piu’ che un lavoro è una “missione” che ognuno di noi svolge e presta, nei confronti di quei soggetti che rispetto a tanti sono stati meno fortunati.

Quando ci troviamo di fronte ad un suicidio, soprattutto se avviene in un carcere, abbiamo fallito tutti, ha fallito tutto il sistema…

Ma una cosa è descrivere una situazione reale, un’altra è essere accusati, cosi’, senza prove, senza conoscere i fatti, senza conoscere chi lavora e opera all’interno di quel carcere.

Non è cosi’, cerchiamo di trattenere le emozioni, la rabbia, lo sdegno, la voglia di gridare e protestare contro le parole dell’articolo che avete pubblicato e cerchiamo di rispondere con quanto piu’ calma ed equilibrio possibile a questa “macchina del fango”, un modo vigliacco di screditamento che oggi purtroppo colpisce la Polizia Penitenziaria di Terni.

Caro Direttore, le scriviamo queste poche righe, per dirle che ci meravigliamo di come una testata giornalistica, pubblichi delle dichiarazioni come quelle del Sig. Giulio Petrilli, senza prima aver verificato la realtà dei fatti.

Ma voi, con quell’articolo, ci avete subito condannati…

La informiamo che, a differenza dei dubbi che muove il Sig. Petrilli nei nostri confronti, gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria di Terni, non sono assolutamente come vengono descritti, anzi…

Moltissime volte, diciamo pure sempre, noi della polizia penitenziaria siamo il primo contatto con il detenuto, in tantissime occasioni l’unico, l’unico punto di sollievo e molto spesso, oltre a garantire la sicurezza nei reparti detentivi, dobbiamo preoccuparci anche di essere il psicologo, il medico, l’infermiere, l’educatore, l’assistente sociale o il loro avvocato. Siamo l’unico sfogo che i detenuti trovano nel carcere. Siamo quelli che ascoltano i loro problemi, che sono di varia natura, dalle preoccupazioni e le ansie che hanno per le loro famiglie, per i loro figli, per il loro lavoro o per il processo che hanno in corso. Siamo noi che siamo accanto a loro, sempre…

E non cambiamo mai il nostro comportamento, nemmeno nei confronti dei detenuti piu’ violenti, anche quando veniamo minacciati, quando riceviamo offese e ingiurie, quando riceviamo sputi o ci minacciano di gettarci addosso olio bollente o ancora quando ci gettano addosso feci e urina, noi non cambiamo mai, rimaniamo sempre calmi e continuiamo il nostro lavoro. Noi non siamo come loro… Noi siamo tutori della Legge…

E non è il nostro lavoro, nessuna legge ci impone questo, ma lo facciamo sempre, con estrema naturalezza, perché è nel nostro DNA. Il Poliziotto Penitenziario è questo…

Non lo facciamo perché ci aumentino lo stipendio o perché ci diano promozioni, ma perché per noi, aiutare chi ha bisogno è la piu’ grande soddisfazione.

Non siamo arroganti, rudi o prepotenti, ma gentili, disponibili e comprensivi verso chi è stato piu’ sfortunato. Il Poliziotto Penitenziario è questo…

Cerchiamo di rimanere calmi, ma proviamo ugualmente tanta rabbia nel leggere il vostro articolo che tratteniamo dentro e ricordiamo a noi stessi perché lo avevamo dimenticato anche noi, per routine e perché per noi è una cosa normale, di tutte le volte che abbiamo salvato dalla morte tanti soggetti che avevano deciso di farla finita, di come abbiamo aiutato ad essere persone migliori tanti detenuti che erano stati abbandonati anche dalle loro famiglie, ma che oggi ci ringraziano.

Ci vengono in mente tante cose, tante che è anche faticoso elencarle tutte.

Il poliziotto Penitenziario non è quello che viene descritto nell’articolo, assolutamente, siamo semplicemente degli uomini che hanno dei sentimenti, dei doveri e un senso di umanità immenso.

Possiamo avere il pianto nel cuore, ma abbiamo sempre il sorriso sulle labbra ed’una mano tesa verso chi ne ha bisogno, lo sappiano tutti, questo è il Poliziotto Penitenziario.

 

Basta, l’opinione pubblica deve sapere la verità…

 

Ci riserviamo comunque di proporre denuncia/querela nei termini di legge.

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