Roma, 14 Mag. – “Cinque detenuti sono morti suicidi in meno di 48 ore, il primo presso l’ospedale di Cagliari l’11 sera, dov’era stato ricoverato 2 giorni prima per aver tentato l’impiccamento nel carcere del capoluogo sardo, il secondo l’altro ieri presso la Casa Circondariale di Modena, il terzo, il quarto e il quinto, in questa tragica classifica, ieri nei penitenziari di Spoleto, Milano San Vittore e Lecce. Sale così a 24 il numero dei ristretti che dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita, cui bisogna aggiungere 2 operatori. Una spirale di morte inconcepibile in un paese civile. Del resto, le prigioni con 64.550 ristretti presenti a fronte di 46.339 posti disponibili e di 20mila agenti mancanti al fabbisogno della Polizia penitenziaria continuano a versare in gravissima emergenza che non può essere affrontata con misure ordinarie, ma che necessita di provvedimenti e investimenti straordinari”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.
“Peraltro, sebbene il maggiore ricorso alle misure alternative e a percorsi differenziati a seconda della pericolosità sociale, la pena da scontare e l’opportunità di aderire a programmi di recupero per alcol-tossicodipendenti, annunciato dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sia indubbiamente auspicabile e possa aiutare, di certo non pare possa incidere in maniera risolutiva sull’attuale indice di sovraffollamento. Analogamente, dubitiamo che i 10mila nuovi posti detentivi attesi per la fine dell’anno prossimo possano interamente concretizzarsi e, soprattutto, ove si realizzassero, amplificherebbero il problema dell’insufficienza organica della Polizia penitenziaria, già sottoposta a carichi di lavoro inenarrabili e a turnazioni di servizio che si protraggono anche per 26 ore ininterrotte”, aggiunge il rappresentante della UIL FP PP.
“Noi lo ribadiamo, anche in vista della stagione estiva, quando storicamente tutte le criticità penitenziarie si moltiplicano esponenzialmente, urgono misure concretamente deflattive della densità detentiva, per potenziare compiutamente gli organici della Polizia penitenziaria e delle altre figure professionali, assicurare l’assistenza sanitaria e avviare riforme di sistema”, conclude De Fazio.



