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Roma, 24 Ott. – “Un detenuto extracomunitario di 61 anni d’età, con fine pena nel 2038, si è suicidato all’alba impiccandosi nella sua cella della Casa di Reclusione di Padova. A nulla sono valsi i soccorsi della Polizia penitenziaria e dei sanitari. Così, mentre l’attenzione della politica è catalizzata sulle piazze e sull’ordine pubblico e delle carceri ci si ricorda solo quando debbono fungere da contenitore per nuovi reati, in quelle carceri si continua a morire. Sono 60 i ristretti che dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita, cui bisogna aggiungere 4 operatori che, parimenti, si sono suicidati. Se in un paese di 110mila abitanti, a tanto ammonta grossomodo la comunità penitenziaria, si fossero verificati in 10 mesi 64 suicidi certamente vi sarebbe il giusto allarme e magari si penserebbe concretamente a come intervenire. Per le prigioni nulla di ciò accade e tornano utili quasi esclusivamente come tema da campagna elettorale sia per coloro che vorrebbero ‘buttare le chiavi’ sia per quanti vorrebbero eliminarle del tutto”.

         Lo dichiara Gennarino De Fazio, Responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.

         “La Casa di Reclusione di Padova non è solo i laboratori di pasticceria dove recarsi in pompa magna con tanto di telecamere al seguito, ma è fatta soprattutto di 696 detenuti letteralmente stipati in soli 432 posti (161% di sovraffollamento) e di 295 agenti del Corpo di polizia penitenziaria che si sobbarcano il lavoro e le responsabilità di almeno 445, pari al reale fabbisogno minimo (-34%). Del resto nel Paese sono ben 66.161 i reclusi a fronte di una capienza reale per soli 46.310 (+43%), mentre alla Polizia penitenziaria mancano non meno di 20mila agenti”, aggiunge il rappresentante della UIL FP PP.

         “Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, anziché pensare di riservare a minorenni settori delle carceri per adulti, trovi il modo per deflazionare concretamente la densità detentiva di tutti i penitenziari, compresi quelli per minori, e si attivi tangibilmente affinché già con l’imminente legge di bilancio siano stanziate le risorse per potenziare compiutamente gli organici della Polizia penitenziaria, senza tralasciare l’urgenza di rilanciare la formazione, ammodernare le strutture, implementare gli equipaggiamenti, assicurare l’assistenza sanitaria e avviare riforme di sistema”, conclude De Fazio.